Un numero per il colore dell’anno: Classic Blue 18-4052

Simbolo di armonia ed equilibrio, nonché di calma, il colore blu ha la facoltà di rilassare, richiamando alla mente immagino di pace ed equilibrio. Ci sentiamo destabilizzati dall’entrata in questa nuova decade ed abbiamo voglia di sentirci rassicurati e ben accolti. Questo il significato della scelta.

Classic Blue moodboard.

Un tempo il blu era un pigmento molto raro, ricavato dai lapislazzuli e, di conseguenza, molto prezioso.

Un tuffo dove l’acqua è più #blue

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Le persone che vestono di blu chiaro non necessariamente tendono all’ introversione. Il #classicblue denota uno spirito classico e senza tempo. Compie alla perfezione la missione di essere elegante e raffinato, trasmettendo quiete emotiva e padronanza di sé. Considerato tra i colori freddi, usato nell’abbigliamento intimo più che attrarre può trasmettere un senso di distanza. Chiaramente, s parte rare e speciali occasioni cui riservare un look monocromatico, è più opportuno stemperarlo con qualche tocco di colore più caldo.

Il blu in un cappotto

La somiglianza con il #royalblue britannico (un blu particolare ottenuto dalla mescolanza di polvere di lapislazzuli con alti pigmenti azzurri, blu e bianchi). La tonalità, tra il celeste e il blu elettrico, rappresenta la casa reale britannica: si narra, infatti, che questo colore sarebbe stato creato da alcuni sarti che vinsero una competizione per creare un abito per la Regina Carlotta, moglie di Re Giorgio III.

E già in questi primi giorni dell’anno, i reali britannici si rivelano grandi protagonisti, per cui #tendenza2020 azzeccatissima.

È, inoltre, perfetto per essere abbinato sia con colori preziosi, come l’argento e l’oro, sia con nuances che lo esaltano per contrasto ancora di più, come il bianco (non colore) e il giallo (il suo complementare).

Bianco+blu con accessori color oro. Non plus ultra.

Colore molto versatile che si presta molto bene ad essere scelto come filo conduttore nei matrimoni.

Colore degli abiti per le damigelle.
Scarpe: Qualcosa di blu, qualcosa di nuovo e qualcosa di vecchio.
Wedding cake Classica con dettagli oro.


Wedding cake più estrosa.


Per concludere, apprezzo molto il blu nell’Interior Design, anche se per ora l’ho utilizzato poco, ma mi riprometto di utilizzarlo di più nella vecchia-nuova casa ristrutturata. Colore che focalizza lo sguardo e favorisce calma e concentrazione, che non guastano mai.

Ingresso Living con parete e divano in pendant.
Accoppiata bianco+Blu con le note più calde dei colori dei cuscini. Veramente accogliente e sofisticato.
Un tocco glamour con il fucsia.

In conclusione, il Classic Blue è un colore versatile e duttile, come confidiamo che sia questo 2020.

Si saldi chi può!

Pronti, partenza: VIA!

I saldi sono cominciati ed è il momento giusto per arricchire il guardaroba senza impoverire il portafoglio 😎!

Cosa conviene comprare per evitare lacrime di coccodrillo post danno?

Prima di immergermi nella frenesia a zero testosterone dei saldi, preferisco fare il punto analizzando quali capi fondamentali ( i cosiddetti must-have) mi mancano o sono da sostituire.

E qui arriviamo al nodo della questione:

Quali sono i pezzi immancabili in un guardaroba?

In pole position:

La miglior difesa è l’attacco:

Prendiamo spunto dalle Nuove Collezioni che fanno già bella mostra di sè nei negozi per aggiudicarsi pezzi utilizzabili anche nella stagione a venire. I colori fondamentali saranno: il rosa, l’optical (bianco e nero), mille sfumature di marrone, i #pois di tutte le misure, lo stile Côte d’ Azur ( alla Brigitte Bardot per intenderci), assieme allo stile Coco prima maniera ( righe, camicia bianca o celeste, trench ai limiti del bianco, foulard bianco o blu).

Quindi, potremmo acquistare capi spalla sempre validi:

Il cappotto cammello.

Cappotto cammello: un evergreen.
Varie Ispirazioni per IL cappotto.

Il teddy bear. Qui abbiamo pareri discordi: a mio avviso è come l’Opera, o lo ami o lo odi. Sicuramente è un cappotto caldo e coccoloso, per il mio gusto personale un po’ adolescenziale.

Teddy Bear: e sei come un orsacchiotto chic!
Teddy Bear ma cammello!

Un’ecopelliccia di qualità.

Eco&Chic
Ecopelliccia Rosa Cipria.

Uno smoking da donna: sempre attuale e di sicuro effetto glamour.

Cara Delavigne qualcosetta la sa.
Chic Megan.

Altro acquisto a colpo sicuro: un capo in pelle colorata. Da non perdere!

Abito in pelle.

Abito strutturato in pelle con ampia gonna.
Pelle celestiale 😇

E voi? Siete d’accordo o vorreste modificare questa LISTA?

la miglior difesa è l’attacco

Come uscire dalla lip balsam obsession 👄

Onestamente e come tutti i dipendenti, pensavo che questo rientrasse nella normale cura del proprio corpo invece, a quanto pare, anche questa fa parte del carnet delle dipendenze:

la dipendenza da burro cacao.

Io lo metto compulsivamente, almeno una volta l’ora, ed in abbondanza prima di andare a letto, al termine della beauty skin routine altrimenti detta pulizia della pelle in vista della notte.

È una delle tante fissazioni che mi porto dietro dagli anni ’80, quando si usciva a giocare con tutte le temperature e le labbra si spaccavano ed ora vengo a sapere che negli Stati Uniti esiste addirittura un sito in cui gli addicted Si possono confessare stile Alcolisti Anonimi:

Ciao, sono la Stefy e da 30 anni mi faccio di #labello, ne ho di tutte le foggie e colori, posizionati ovunque: sulla scrivania accanto al pc, in varie borse e giacche perché non voglio stare senza, accanto al portatile in casa e in bagno ne ho un cestino pieno.

Io amo i miei burro cacao, sono una certezza, mi piace il gesto e mi piace la sensazione. Ecco, appunto la sensazione.. ho notato che il piacere di sentire le labbra idratate dura sempre meno.

Documentandomi, sono venuta a conoscenza che ì burro cacao contengono degli ingredienti (paraffina, siliconi e derivati dal petrolio) che seccano ancora di più le labbra. Di conseguenza, più lo usi e più lo devi usare.

Tipo ora io lo vorrei mettere 💋!

Un primo passo per migliorare la situazione è stato di sceglierne uno bio, senza glitter e/o profanazioni ad effetto.

Il secondo è stato di stabilire un tetto massimo di applicazioni al giorno:

4 per l’esattezza: mattina, pomeriggio 2 volte e sera.

Ce la farò?

Ho una dipendenza

Felpa? Pro e contro.

Capo perfetto per le variazioni di temperatura . La felpa è un capo Passe partout.

Ne troviamo in commercio di forme varie ed eventuali, per altrettante dimensioni ( se non siete agées come me, quelle over posssono anche fungere da vestito), con il cappuccio o a girocollo. Quando la felpa è molto #oversize (oltre i glutei), si può considerare di certo un mini abito. Questa è una moda che viene dallo street style, in perfetto stile athleisure Made in USA. Ai piedi preferiamo le scarpe da ginnastica, dei texani o le ballerine. A tinta unita, colorate o arricchite con strass sbrilluccicanti ed applicazioni, super indicate per la sera, sopra abiti di seta e glamour. Questi sono gli abbinamenti audaci che adoro 💜.

Le felpe sono belle sempre ma vanno usate con furbizia per evitare l’effetto ‘abbigliamento da casa’.

La vera questione è: come abbinare la felpa in maniera furba per renderla chic? Partiamo con qualche consiglio di stile.

Una dritta da tenere a mente è che le felpe lunghe con cappuccio, rendono quadrate e, inevitabilmente, tolgono la femminilità. A meno che siamo una delle #kardashian.
Le felpe corte, invece, slanciano la figura e allungano le gambe. Indossiamole con un sotto aderente e pantaloni a vita alta, a meno che siamo #jlo.

Felpa easy & chic.

Sopra una camicia bianca si desportivizzano.
Capello acconciato con una coda alta o uno chignon ed orecchini, grandi nelle dimensioni ma minimal nel design.
E


Essendo un capo impariamo a viverle e vederle in maniera diversa.

Immaginiamole come se fossero un pullover. Immaginiamo di indossarle dentro un #boyfriendjeans per un look spiritoso e frizzante.

” Felpa e camicia bianca. Due evergreen sovrapposti”.

Vestirsi a prova di pancetta

Per chi, come me, sta lottando una lotta impari contro la mitica pancetta: allora, come vestirsi per cercare di valorizzarsi?

Semplice: sono sufficienti bastano pochi e furbi accorgimenti per bilanciare otticamente la figura, a nostro favore.

I pantaloni a vita alta sono ottimi alleati; così come
giacche di lunghezza di poco oltre i fianchi.


Lo scollo a V è un misto per slanciare la figura e distogliere sguardo ed attenzione dai rotolini malefici.

La regola generale è quella di riprodurre una A, per cui via libero ad abiti, bluse, tees a trapezio.


L’intimo deve essere strategico nel modellare, infatti, è eccezionale per ottenere una linea impeccabile, agendo sotto l’outfit.

Intimo effetto clessidra

Mille di questi anni!

Da neomamma Ter quarantenne+, ci penso autonomamente a sentirmi vecchia ma, semmai avessi un attimo di distrazione, amici, parenti e conoscenti si incaricano di ricordarmelo 😃.

Sarà per questo motivo che mi ha particolarmente colpito l’etichetta di donne millennials di un gruppo di donne boss di #hollywood, delle donne talmente curate, forti e potenti che non ha senso applicare loro il concetto di età. Ebbene mi è suonato un concetto così rivoluzionario che delle donne che lavorano anche con il proprio aspetto siano libere di sentirsi “eterne”, millennials appunto, che è stata una scoperta che mi ha migliorato la giornata.

Da sempre una donna deve fare i conti con il tempo:

che sia quello del primo ciclo, quello mensile, la tinta da fare ogni determinate settimane, l’orologio biologico, l’appuntamento cadenzato al centro estetico, la menopausa,

fin da subito il tempo è a volte alleato più spesso avversario. Ebbene alcune tra noi lo hanno sconfitto.

E chi sono queste eroine millennials?

#juliaroberts, #reesewhiterspoon, #gwinethpaltrow, #jenniferaniston, #nicolekidman, in prima fila, seguite da molte altre, basti ricordare le super modelle anni ’90 apparse a celebrare @versace in passerella che hanno fatto la loro porc@ figura in mezzo alle ventenni.

Lasciarmi ispirare da cotanti modelli di forza, bellezza e femminilità, è stato entusiasmante. Perché anche io, nel mio piccolo, cerco di sdoganare pregiudizi e luoghi comuni e non mi sento certo di meno di altr* solo in relazione all’età.

Le favole quelle belle.

Io da piccola ho creduto a Babbo Natale fino all’ultimo, almeno fino ai 9 anni. Ci ho creduto a dispetto di ogni evidenza e nonostante qualche spifferata di bambini cresciuti anzitempo.

Io ci ho creduto anche quando ho trovato il Cicciobello nell’armadio grande. E quando sotto l’albero con le decorazioni multicolor anni ’80, il regalo era proprio quel Cicciobello ho cancellato ogni dubbio senza esitare.

Ci ho creduto.

Ci ho voluto credere.

Poi crescendo la vita ti mette di fronte alle sue aspre verità:

  • Mia nonna non sarebbe vissuta in eterno.
  • Il massimo dei miei desideri non sarebbe sempre stato la casa di Barbie.
  • Il primo amore finisce anche se è il primo.
  • Gli altri non porgono sempre l’altra guancia, anche se ci comportiamo sempre bene.

Ma anche se ogni volta mi ripeto che la prossima volta non ci cascherò, la favola successiva ha sempre una forza così magica e dirompente che non riesco a resistere.

E se credere nelle favole mi fa ridere, sorridere, sorprendere e vivere come una principessa, allora ne varrà sempre la pena.

L’avventura al Ballo delle Debuttanti è stata una favola favolosa, come respirare il mio ” vissero felici e contenti”.

Partecipare è stato molto cool e do la colpa a Cenerentola, Kate e Meghan se credo che un ballo e delle scarpette di cristallo siano garanzia di un happy end sicuro. È stato favoloso come una favola dall’appello senza tempo.

Lascio il link per partecipare al Ballo delle Debuttanti Calabria perché vale proprio la pena di essere protagonista di questa favola moderna che sintetizza in pochi giorni romanticismo, sorellanza, cultura, savoir-faire e solidarietà: htpps://www.associazioneapevco.com/ballo-debuttanti-calabria-1/ballo-debuttanti-2019/iscrizioni-regolamento/ .

Perché noi siamo le nuove principesse delle favole.

Chic Dream

Desperate neo mamma in 4 punti

Ogni mattina mi riprometto di seguire i consigli di #enzomiccio e #carlagozzi, ma poi devo arrendermi ai quotidiani ed imprevedibili ritmi da desperate neo mamma di tre iene ( il primo che dice : hai voluto la bicicletta? Vince un mappamondo ).

Questi ritmi richiedono appunto 4 capi must-have, #maipiusenza:

1 – La tuta: salvavita per ottimizzare i tempi per la sua versatilità. Si presta tanto ad improvvisati pisolini sul divano quanto a preziosi workout casalinghi per tornare in forma svolti tra un microsonno della baby n. 3 e l’altro.

2 – Pigiama caldo. Capo lontano dal sexy quanto Plutone dal Sole ma funzionale ad evitare una bronchite certa, alzandomi mille volte di notte per riposizionare il ciuccio dove deve stare. Ho varie sottovesti di raso ma giacciono nel cassetto, in attesa di tempi migliori.

3 – Scarpa comoda da infilare senza lacci per i subitanei picchi di mondanità ovvero quando devo scendere dall’auto per fare il bancomat o per prelevare il medio supereroe a calcio.

4 – Leggings mon amour. Rigorosamente neri, li infilo in 0,3 secondi mentre la iena piccola rotola sul letto, la adolescente metà Unicorno mi ripete latino ed il medio supereroe richiede la mia consulenza per fare il nodo alle scarpe.

Per il momento va così, sarei ipocrita a sostenere il contrario 😃 Sarà una fase da vivere appieno come sempre, del resto..

morto un outfit se ne fa un altro 😃.

Una mostra per caso

Chi ha detto che per vedere una mostra originale occorra andare lontano o spendere tanti soldi?

Ieri mattina, nel tempo che io e la piccola ci prendiamo per girovagare il mercoledì mattina, mi sono imbattuta in una mostra su L’Evoluzione del Costume tra il 1500 ed il 1900 con modelli spesso mutuati dalle più importanti collezioni private europee.

La mostra è stata allestita a cura di una signora, che immagino piccola e sorridente e che volontariamente eviterò di andare a stalkerare sui social per conservarne un’immagine di fantasia, la Sig.ra Lidia Facchin, una volta sarta teatrale ed ora in pensione ed insegnante per l’Università della Terza Età sede di Palmanova.

Io amo e rispetto profondamente questi abiti strutturati e che necessitano anche di una struttura sottostante per essere al meglio perché evidenziano un concetto a mio avviso spesso trascurato: il sotto determina il sopra; il sottostante, il visibile.

Volete dare un’occhiata con me?

Panoramica degli Abiti

Il fatto sorprendente è che tanta inaspettata meraviglia è ospitata in un centro commerciale: il Tiare Shopping di Villesse, ad esattamente 11 km da casa mia.

Che piacevole sorpresa !!

Abiti preziosi, bellissimi e frutto di tempo e voglia di migliorare dei loro fautori, frequentatori dei corsi organizzati dalla Sig.ra Lidia Facchin presso il polo universitario per la Terza Età di Palmanova.

Bramiamo cose eccezionali e spesso abbiamo la bellezza sotto il naso ed a portata di mano .

Nel tourbillon dei modelli proposti, ho ammirato in particolar modo un modello antesignano dell’abito sottoveste nero e rosa, arricchito da perle.

Tutte le strade portano a Chanel

Ma anche gli altri modelli hanno incantato sia me che la mia piccola n. 3, beatamente addormentata nel suo ovetto.

Questo il giro fatto da noi.