Come evitare il cambio di stagione 🌈

Il cambio di stagione del guardaroba: temutissimo da tutti, perché richiede tempo ed energia, ed è anche un notevole spreco di fatica. Io ho smesso di fare il cambio degli armadi dopo aver letto la #kondo e il suo #magicopotere 😃 si può fare in una famiglia di 5, per cui ce la possono fare tutti!
Ho studiato 4 semplici idee di organizzazione per evitare il cambio di stagione: da ormai parecchi anni, quindi, mentre le mie amiche sprecano i weekend a mettere a posto i vestiti, io posso fare altro e, nel caso di cambiamenti di temperatura fuori stagione, ho sempre tutto a portata di mano, pronto all’uso 😃.

Creare un guardaroba in #palette per facilitare gli abbinamenti.

Innanzi tutto, con il passare dei mesi, impariamo ad acquistare solo i colori ed i capi che ci valorizzano. L’obiettivo è avere, per ciascun componente della famiglia, un guardaroba basico, con pezzi che si combinano tra loro in modo semplice per colore e stile, diviso in lavoro, tempo libero e sera.


Non eccedete in acquisti inutili, o in abiti da utilizzare solo una volta, a meno che l’occasione non lo richieda.

Ecco come fare in due passi:


Indossare tutto l’anno abiti in cotone 100%

A meno che abitiate in montagna, sarà sufficiente sovrapporre al cotone della lana 100%. Evitate i vestiti sintetici, che puzzano e fanno sudare, si rovinano e si sformano presto.

Il cotone è fresco d’estate e caldo d’inverno, e aiuta a non dover mai più fare il cambio armadi.

Vestitevi a strati: i top di cotone si abbinano a cardigan o pullover di lana, che ci tengono al caldo senza farci sudare o puzzare.
Perfetti per stare in ufficio o nei luoghi pubblici, in cui possiamo coprirci o scoprirci a seconda del caldo che sentiamo.

A fine stagione, regalare o buttare via quello che non serve o non ci entra i o non ci piace più.

Prima di fare un nuovo acquisto, regalate o gettate via un abito vecchio o che non usate mai.

La regola è: una cosa entra, una cosa esce.

Inutile tenere l’armadio pieno di vestiti che non useremo mai: senon usate quel vestito da più di sei mesi, quel vestito non vi serve. Via, aria, spazio libero!

Avere l’armadio libero vi permette di tenere più in ordine, avere subito a portata di mano i vestiti che vi stanno meglio, evitare faticosissimi cambi armadio in cui dovete tirare giù tutto quello che sta davanti, per capire cosa c’è dietro.

A maggior ragione questo vale per i bambini, che di stagione in stagione crescono: regalate subito una maglietta troppo corta. inutile tenerla nell’armadio fino all’anno prossimo, occupando spazio utile per altro.

Piegate bene i vestiti, teneteli in ordine, non gettate tutto alla rinfusa nell’armadio.

Esistono sistemi di impacchettamento dei vestiti molto utili. #sheldon e #youtube insegnano 😃.

Senza ordine non si va da nessuna parte, diceva mia nonna.

In poche parole:

usate i cassetti solo per intimo, sciarpe, pigiami. Se lo spazio lo permette, appendete invece pantaloni, top, cardigan e tutto ciò che deve restare ben stirato per essere indossato subito.

Basterà fare una scelta razionale ora ed alla prossima stagione vedrete che svolta!

Come organizzare una festa di nascita perfetta ovvero #lacosa di baby n. 3 🌺

La festa di nascita è stata per tutte e tre le mie piccole iene il primo evento dove hanno conosciuto amici e parenti.

Come per tutte le cose, avere le idee chiare su cosa si vuole evita buona parte dello stress.

Per tutto il resto, propongo una fantastica scaletta, che è più quella che ho seguito lavorando 6 ore al giorno, facendo 100 km al giorno e senza trasformarmi in una iena isterica.

  • Darsi un tempo. Trattandosi di bambini piccoli, la primavera/estate è meglio sia per la quantità di vestiti di chi è festeggiato inversamente proporzionale alla sua probabilità di ammalarsi, sia per delle temperature gradevoli, salvo imprevisti, che consentono uno sfogo decompressivo agli invitati.
  • Scelta padrino/madrina/Chiesa, noi l’abbiamo saltata, anzi quella di padrino/madrina l’abbiamo fatta col ♥️ e non ancora comunicata 😃,. Aspettiamo una bella occasione adatta. Comunque se la scelta è da fare inseritela nella scaletta.
  • Scelta della location. Da valutare attentamente per evitare contrasti, in modo che sia in linea con il #mood voluto. Noi abbiamo scelto un agriturismo informale e raffinato (come noi), immerso nel verde, con un allestimento sui colori del rosa e panna. Se volete dare un’occhiata: https://www.klanjscek.it/.
  • Abiti per la famiglia. Per le occasioni in cui non c’è obbligo di dress-code, a mio avviso, è meglio restare se stessi. Noi abbiamo scelto in negozi normalissimi: #h&m, #terranova, #rinascimento, #brums per la baby festeggiata (con due cambi al seguito in caso di incidenti).
  • Confettata. Da noi era particolarmente attesa, è stata allestita in una zona appartata e suggestiva, la stessa poi dedicata alla torta, rispettando i colori guida scelti ed arricchita con la scritta in polistirolo alimentare (perché contenitore di confetti anche). Su #amazon ne troverete una per ogni preferenza.
  • Per la torta, https://maritani.it/ perché noi abbiamo una passione spassionata per il dolce e devo dire che le alte aspettative sono state attese.
  • Per le bomboniere, volevamo un oggettino che fosse un ricordo ma anche riutilizzabile, per cui abbiamo optato per una #tortadibomboniere di cornici rosa e panna con la foto della baby 3, nel bigliettino l’augurio del padre alla figlia in #blow.

Per concludere, sei dritte universali:

Less is more. No a strafare. Le cose semplici vengono meglio.

Menù di poche portate, a misura di sonnellino di bambino.

Fatevi aiutare dal personale della location per allestire. Conosce meglio il posto.

Da #klanjscek, pollaio e terrazzo sono state attrazioni naturali per gli invitati under 13. Personalmente io non amo forme di intrattenimento artificiali per i più piccoli, ma è una mia scelta e qualcosa ci deve essere.

Il giorno dopo ringraziare sempre, tutti. L’educazione rilascia un profumo di pulito.

La festa è stata riuscitissima. Giudicate voi.

Barcellona in 3 steps 🌺🌺🌺🌺🌺🌺🌺🌺

La felicità è passare tre giorni a Barcellona con la adolescente unicorno ed il supereroe figlio n. 2. Tre giorni esclusi i giorni di arrivo e partenza che sono sempre giorni spezzettati.

In tre giorni, è impossibile vedere tutto ma questo viaggio è il nostro primo viaggio da grandi e dopo un anno di sacrifici e limitazioni.

E allora sogniamo perché non si vive di solo pane, ci vogliono anche i tulipani.

Il sogno è iniziato a casa quando abbiamo scelto cosa fare, dato che il tempo era limitato e Barcellona ricca di cose da fare e vedere.

La mattina abbiamo scelto di fare i turisti ed il pomeriggio di rilassarci in spiaggia, che devo dire ha entusiasmato gli animi in misura inaspettata.

  • Giorno 1 dedicato a #gaudi: tra tutte le sue opere abbiamo scelto di approfondire #lapedrera. Ho acquistato i biglietti tramite il sito di #civitatis per evitare le lunghe code in entrata e, arrivando alle 10 del mattino, che per uno spagnolo è prestissimo, la folla non c’è.

Dopo questa incentavold bagno nella bellezza coadiuvato da una audioguida disponibile in varie lingue, ci siamo diretti verso la #sagradafamilia, a pochi minuti a piedi, che abbiamo scelto di vedere da fuori per i numerosi cantieri interni che finiranno nel 2026. Sulla via dell’albergo, breve sosta a #casabattlo. La scoperta della giornata? Vedere che Gaudì si ispirava per le sue costruzioni agli scheletri dei crani di animali, come la capra, o visualizzava un drago come facciata di una casa sul corso principale della città.

  • Giorno 2: visita del Barrío Gotico con Umberto di #civitatis. Una visita entusiasmante e particolare con un’ottima guida in italiano per noi ma si possono scegliere altre lingue. Abbiamo scoperto che Barcellona nasconde ferite, doni ed infiniti aneddoti.
  • Giorno 3: #Campnou. La adolescente unicorno ed il medio supereroe sono maniaci di calcio, da grandi con altissima probabilità faranno i cronisti sportivi, quindi per loro era una tappa obbligata. Anche in questo caso abbiamo acquistato tutti i biglietti on line sul sito ufficiale.

Il motto del FC Barcellona è quantomeno entusiasmante:

Sentimento non si regala,

ma tutto il resto sì!

A parte i soldi che mirano a spillarti per tutto ( vendono anche l’erba dello stadio..), il giro anche virtuale è stato carino e ci ha portato ovunque,.

Ogni pomeriggio lo abbiamo trascorso in spiaggia, in una atmosfera easy e rilassata che ho trovato solo qui finora. Abbiamo mangiato cioccolata s churros vista mare dopo infiniti bagni ghiacciati e fatto shopping come se non ci fosse un domani.

Per dormire abbiamo usato #bernishouse e come luogo dove mangiare preferito abbiamo designato #robedetapas.

Per concludere: la felicità è un viaggio e vale sempre la pena di partire!

Come avere un Lato B a prova di costume 💪🏼

Inutile negarlo: tutti vogliono un culo decoroso, alto e sodo, tutto l’anno ma la fissazione aumenta con l’avvicinarsi dell’estate.

La dotazione fornita da madre natura conta, q.b., quanto basta, non troppo.

Volontà ferrea, metodo e costanza sono i vostri migliori amici per portare il vostro lato B molto in alto 😃, prevedendo almeno un mese di allenamento, tre volte a settimana.

  1. Il cubo magico, ovvero un gradino o uno scalino: da salire e scendere per tre serie da trenta; per poi usarlo per tre serie da venti di salti a piedi uniti.
  2. Squat, squat e per continuare squat: regola d’oro per un culo di marmo: tre serie da trenta.
  3. Affondi laterali e frontali: mi raccomando questi esercizi per essere efficaci vanno eseguiti in modo impeccabile, di conseguenza aiutatevi con lo specchio o un video di YouTube. Quattro serie da ventiquattro. Dodici per gamba.
  4. Partire di slancio. Slanci laterali e posteriori, anche con l’ausilio di cavigliera o elastico, in modo da tonificare il culo senza gonfiarlo ed assottigliare il giro coscia. Tre serie da trenta, sia dietro che laterali.
  5. Skipper con o senza peso, tre ripetizioni da 1 minuto l’una.
  6. Dynamic Table: nella posizione del tavolo sollevare gamba e braccia opposte, mantenendo l’equilibrio per un minuto. Da ripetere per tre volte.

Al termine lo stretching spetta di diritto 💪🏼.

Mille di questi anni!

Da neomamma Ter quarantenne+, ci penso autonomamente a sentirmi vecchia ma, semmai avessi un attimo di distrazione, amici, parenti e conoscenti si incaricano di ricordarmelo 😃.

Sarà per questo motivo che mi ha particolarmente colpito l’etichetta di donne millennials di un gruppo di donne boss di #hollywood, delle donne talmente curate, forti e potenti che non ha senso applicare loro il concetto di età. Ebbene mi è suonato un concetto così rivoluzionario che delle donne che lavorano anche con il proprio aspetto siano libere di sentirsi “eterne”, millennials appunto, che è stata una scoperta che mi ha migliorato la giornata.

Da sempre una donna deve fare i conti con il tempo:

che sia quello del primo ciclo, quello mensile, la tinta da fare ogni determinate settimane, l’orologio biologico, l’appuntamento cadenzato al centro estetico, la menopausa,

fin da subito il tempo è a volte alleato più spesso avversario. Ebbene alcune tra noi lo hanno sconfitto.

E chi sono queste eroine millennials?

#juliaroberts, #reesewhiterspoon, #gwinethpaltrow, #jenniferaniston, #nicolekidman, in prima fila, seguite da molte altre, basti ricordare le super modelle anni ’90 apparse a celebrare @versace in passerella che hanno fatto la loro porc@ figura in mezzo alle ventenni.

Lasciarmi ispirare da cotanti modelli di forza, bellezza e femminilità, è stato entusiasmante. Perché anche io, nel mio piccolo, cerco di sdoganare pregiudizi e luoghi comuni e non mi sento certo di meno di altr* solo in relazione all’età.

Momento Selfie 📛📛

Il Selfie perfetto è quello per cui non serve editarlo (modificarlo) con troppi filtri.

Per ottenerlo cerchiamo di ispirarci ai trucchi delle celebrities:

💟La fotocamera frontale è sicuramente più comoda ma quella sul retro del cellulare possiede una migliore risoluzione. Sarà necessario un po’ di allenamento per utilizzarla ma ce la possiamo fare!!

💟💟 Fondamentale è conoscersi ed individuare il proprio profilo migliore. In generale, possiamo fare delle prove per individuare il profilo e l’angolazione preferenziali. Lo schermo del cellulare andrà posizionato leggermente al di sopra della linea degli occhi ( per farli sembrare più grandi ed ammiccanti). Se invece avete occhi maxi schermo, come me, meglio optare per una posizione sui 45 gradi della fotocamera.

☪️ Leggende metropolitane narrano che @juliaroberts e le @kardashian siano maniache della luce perfetta a tal punto da farsi subito amico il tecnico delle luci e di scattarsi foto evitando accuratamente le ore intorno mezzogiorno.

☪️☪️ Mirror Selfie solo a condizione che sia possibile inquadrare buona parte della nostra figura.

⛔️ regola aurea: invece di usare i filtri, sistemiamoci prima: parrucco decoroso, fondotinta, blush, lucida labbra.

Cerchiamo di trovare la “nostra” espressione, quella che ci identifica.

⛔️ fotoritocco ma con parsimonia che poi la gente non ci riconosce per strada!!

Imperativo: customizzare 😃

Il mood imperante oggi è customizzare, ossia personalizzare e fare solamente nostro un capo o un oggetto, lo fa #louisvuitton che offre come benefit gratuito a tutti i clienti, compresi quelli della gamma low cost, la possibilità di incidere le proprie iniziali su quanto acquistato.

Da un mese circa anche #zara, ha fatto sua questa tendenza, scegliendo per cominciare la nuova collezione denim primavera/estate 2019.

Perché proprio i jeans?

È presto detto: il jeans è una tabula rasa, che si presta a svariate personalizzazioni come scritte, ricami o sovrapposizioni; inoltre di jeans spesso ne possediamo in eccedenza, per cui personalizzare, ops customizzare, è anzi ben accetto per evitare doppioni.

Per il momento, l’azienda spagnola offre questa opportunità in tre stores: Milano C.so Vittorio Emanuele, Barcellona ed Amsterdam, ma anche online!! per tredici modelli, con prezzo compreso tra i 19,95 euro ed i 39,95 euro, che possiamo scegliere a nostro estro di rendere ancora più nostri con un mix di 11 lettere ed il colore preferito. Ovviamente per chi usufruisce del servizio on line sarà da aggiungere un giorno al tempo previsto di consegna.

Ed ecco l’ultima frontiera della moda: quella di differenziarsi, di non omologarsi, di avere nel proprio guardaroba non solo pezzi unici ma anche pezzi che ci contraddistinguano e che possiamo ideare con la nostra personalità.

Ipersensibile? Sì, grazie 😎

In questi giorni mi sono rifugiata nel libro di Federica Bosco “Mi dicevano che ero troppo sensibile” come in un’oasi di pace e mi ha aiutato a capirmi meglio ma anche a capire meglio le reazioni degli altri riferite a me.

Il libro si propone come libro di auto aiuto per chi è dotato di questo eccesso di sensibilità, cosa che non è una malattia ma un tratto caratteriale.

Personalmente ho preso da poco consapevolezza di questa mia caratteristica: per molto tempo ho creduto ingenuamente che gli altri sentissero come me. E questa ingenua buona fede fiduciosa nel prossimo è molto spesso quello che fotte gli iper sensibili. Perché fuori, nel mondo, nessuno si preoccupa del tuo essere senza pelle. Solo a mie spese ed a fatica, ho compreso che ero scioccata a morte da fatti perfettamente accettabili per gli stomaci altrui.

Quando ho letto queste righe: ” Mi sono abituata a stare immobile con il mio grigio, o meglio col mio inseparabile nero, un colore che si adatta bene a tutto, ma che può stare benissimo anche da solo”. Sono state come un balsamo sui capelli crespi. Gli occhi pieni di lacrime, stavo leggendo nero su bianco cose vissute e sentite per tutta la vita. Sempre fuori agio. Io mi sento sempre così. E ho paura anche a scriverlo qui. Ma ormai siamo in ballo e stiamoci fino in fondo.

Essere iper sensibili ed iper empatici vuol dire essere sempre in balia degli altri e non riuscire a spiegarlo a nessuno!

Grazie a #federicabosco e #paolamaugeri, grazie a cui ho acquisito maggiore consapevolezza e grazie a cui mi sento sempre strana ma insieme a loro.

Ero solita pensare di essere la persona più strana del mondo ma poi ho pensato, ci sono così tante persone nel mondo, ci dev’essere qualcuna proprio come me, che si sente bizzarra e difettosa nello stesso modo in cui mi sento io.
Vorrei immaginarla, e immaginare che lei debba essere là fuori e che anche lei stia pensando a me.
Beh, spero che, se tu sei lì fuori e dovessi leggere ciò, tu sappia che sì, è vero, sono qui e sono strana proprio come te.

Frida Kahlo

Desperate neo mamma in 4 punti

Ogni mattina mi riprometto di seguire i consigli di #enzomiccio e #carlagozzi, ma poi devo arrendermi ai quotidiani ed imprevedibili ritmi da desperate neo mamma di tre iene ( il primo che dice : hai voluto la bicicletta? Vince un mappamondo ).

Questi ritmi richiedono appunto 4 capi must-have, #maipiusenza:

1 – La tuta: salvavita per ottimizzare i tempi per la sua versatilità. Si presta tanto ad improvvisati pisolini sul divano quanto a preziosi workout casalinghi per tornare in forma svolti tra un microsonno della baby n. 3 e l’altro.

2 – Pigiama caldo. Capo lontano dal sexy quanto Plutone dal Sole ma funzionale ad evitare una bronchite certa, alzandomi mille volte di notte per riposizionare il ciuccio dove deve stare. Ho varie sottovesti di raso ma giacciono nel cassetto, in attesa di tempi migliori.

3 – Scarpa comoda da infilare senza lacci per i subitanei picchi di mondanità ovvero quando devo scendere dall’auto per fare il bancomat o per prelevare il medio supereroe a calcio.

4 – Leggings mon amour. Rigorosamente neri, li infilo in 0,3 secondi mentre la iena piccola rotola sul letto, la adolescente metà Unicorno mi ripete latino ed il medio supereroe richiede la mia consulenza per fare il nodo alle scarpe.

Per il momento va così, sarei ipocrita a sostenere il contrario 😃 Sarà una fase da vivere appieno come sempre, del resto..

morto un outfit se ne fa un altro 😃.