Lettera ad un non ex padre

Accompagno la mia prima figlia, metà ragazza e metà unicorno, da quando ha due anni e mezzo e adesso ne ha quattordici. I conti sono presto fatti.

Come Scuola Media ha scelto, di concerto con entrambi noi genitori, il percorso musicale e tra i vari strumenti possibili le è stato assegnato il pianoforte, quello più costoso e da comprare obbligatoriamente. Il pianoforte l’ho dovuto acquistare io, da sola.

Allora voglio dire una cosa a suo padre che si lamenta di queste spese. Voglio dire una cosa da mamma e da figlia che non ha lottato per le sue passioni e che di questo si farà sempre una colpa.

Nella mia vita di figlia, sono stata costretta a rinunciare alle lezioni di danza a causa delle cambiate condizioni economiche familiari, quindi so di cosa parlo. In quel momento, io ho anestetizzato il desiderio di danzare, fino a convincermene.

Questo per sottolineare che io questi soldi non li do per scontati e neanche tua figlia.

Io non mi lamento perché leggo tua figlia come un libro aperto: lei è cosciente di quanto costino le sue passioni per la danza e la musica ed in cambio si sente in dovere di essere responsabile e di andare bene a scuola.

Tu dovresti guardarla negli occhi. 

I soldi che spendiamo la terranno lontana dalle cose brutte e compreranno passione, impegno e costanza, gioie e dolori. Compreranno amiche ed amici conosciuti ad un concerto, sulle punte o allestendo un saggio, cosa importa?

A casa nostra, tutti i suoi costumi di scena sono nell’armadio, non in cantina, e gli spartiti li ha voluti tenere tutti alla fine della scuola ed aveva le lacrime agli occhi mentre li riponeva.

Viva e vera, buona e bella, così la terranno le passioni che implicano il suo sacrificio ed i tuoi soldi.

Ascoltala la sua musica, io la sento ovunque. 

 

2 risposte a “Lettera ad un non ex padre”

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