Il disagio di perdonarsi

Come guardare avanti e voltarsi indietro solo per perdonarsi.

In giorni come questo mi sento terribilmente corresponsabile di aver permesso a una merda tale di entrare nella mia vita. Io che sono così vigile con le vite altrui, io che i corsi e ricorsi che sanno di circolo vizioso li proietto al multisala, sono stata distratta con la mia di vita.

Un giorno mi perdonerò.

Un Minotauro senza cuore con cui ho a che fare tutti i giorni e a cui devo lasciare i miei bambini a weekend alternati. Io, che non credo in niente, prego per loro ogni volta.

Un contenitore fallato, scartato da quelli furbi, pieno di malvagità e cattiveria. Soprattutto verso chi vede la pochezza che sei.

Nonostante tutto, sono ancora viva. ✌️

E adesso lo so: la quercia e il cipresso non crescono l’uno all’ombra dell’altro.

Il coraggio è come neve ma non si scioglie al sole ed è una cosa che si impara.

Se la cattiveria ti fissa, tu guarda da un’altra parte.

 

Houston, mi arrangio?

Cose senza senso fatte da me, edizione vintage 3.0.

Il 10 Novembre passato mi siedo inavvertitamente su un foglietto accartocciato sul sedile dell’auto del mio uomo. E che faccio? Mi faccio gli affari miei e ignoro la pallina di carta?

E no, io sono la prima, nonché unica, designer delle mie catastrofi: lo apro e lo esamino da stalker professionale. Si trattava della ricevuta di un parcheggio a Venezia di un giorno in cui lui non poteva e non doveva essere lì.

Innanzitutto, l’assurdo era che io non ne sapessi nulla.

E poi cosa e soprattutto con chi era nella nostra Venezia?

E ancora: dovevo dirgli della ricevuta trovata?

Dopo essere rinvenuta dal panico, lo affronto con il sangue alla testa: Cosa sei andato a fare a Venezia martedì mattina?!

La sua replica, a metà tra “CHE CAVOLO stai dicendo Arnold?” e l’attonito, mi hanno stupito ma rassicurato, per cui decido di lasciar perdere la questione. Era evidente si trattasse di un regalo per me.

Quando le Vs amiche vi chiederanno come autorovinarsi le sorprese e farsi prendere per fidanzate psicopatiche, minacciatele con questo aneddoto.

Questo per dire due cose:

– come avrete capito, ho imparato a mie spese l’arte della diffidenza e ne subisce le conseguenze lui che non c’entra nulla, ma così è.

– sempre lui capisce che io faccio solo finta, con consistente dispendio energetico, di essere normale e ha deciso di darmi lo stesso, nonostante me, l’iconica Blue Box color Pantone 1837 con dentro l’anello scelto e azzeccato da lui in un piovosissimo giorno di acqua alta, lasciando l’auto in un parcheggio a Venezia senza gettarne via la ricevuta.

Questo è il mio modo per farmi perdonare e per dire che per me la mia

Colazione da Tiffany è lui.