I costumi Hollywoodiani di La La Land

I costumi di #lalaland, il celeberrimo film con Emma Stone e Ryan Gosling sono stati tutti ideati da zero dalla costumista Mary Zophres, in accordo con la regia di Damien Chazelle.

Il concetto base è che il film avesse un piede nel mondo contemporaneo e un piene nostalgico nella vecchia Hollywood

Cit. M. Zophres

Questo è il filo conduttore di tutta la pellicola, come testimoniano i continui richiami scenografici:


Ad un certo punto, Mia, la protagonista, mostra a Sebastian, Mr Gosling, la finestra da cui si sono affacciati Ingrid Bergman e Humphrey Bogart in Casablanca. E scusate se è poco.

Poi, a sinistra, la parete nella camera della protagonista dove fa da sfondo un ritratto enorme di Ingrid Bergman.

Tornando ai costumi, sono stati decisi in modo preciso e con stretta aderenza al copione:

il primo vestito doveva essere blu, di ispirazione ovviamente hollywoodiana e non troppo scollato.

Blu notte per il primo abito di Mia di La La Land.

Le linee semplici ed il tessuto brillante e setoso fungono da trait-d-union, ossia da filo conduttore, di tutti i vestiti della protagonista. Questo è chiaro esaminando gli ulteriori disegni di questi abiti dai colori densi e brillanti.

L’idea del giallo era già nei progetti della costumista che, tempo prima, ammirando Emma Stone sul red carpet con un look giallo limone aveva pensato:

Emma è tra le poche attrici a riuscire ad indossare il giallo Versace con grazia ed eleganza.

Il resto è storia.

Cosa vogliamo aggiungere su questo colore meraviglioso? Color Tramonto 🤩, in grado di riprendere ed esaltare il cielo sullo sfondo. Meraviglia pura.

 Non è tanto l’aspetto del vestito a fare la magia, quanto il bel colore.


In tanti hanno amato questi abiti e li hanno riprodotto ed indossati.
Chiaro segno che si era colpito nel segno dell’immaginario collettivo.

Quando la relazione tra Mia e Sebastian finisce, in concomitanza si spengono anche i colori: nel balzo nel quinquennio successivo la aspirante attrice veste in total black con accenni di bianco. Mentre nella scena finale, quando i due ex innamorati si interrogano, chiedendosi: “ E se avessimo resistito e fossimo restati uniti ed insieme?”, qui abbiamo un ampio abito bianco, il non-colore.
Tutto è finito. Anche la danza stregata dei due Amanti.

Microblanding: come avere sopracciglia perfette.

Il microblanding è uno dei miei famosi autoregali 😃 Sì, a quanto pare ho gusti difficili in fatto di regali.. di conseguenza, ho imparato a premiarmi da sola con quello che voglio. Così siamo tutti contenti.


Ho provato il microblanding ed il mio piccolo supereroe n. 2 ha esclamato: “Mamma sei ringiovanita di 20 anni!”.

Di conseguenza: Trattamento decisamente approvato!

Ringraziamo Miss Cara Delevingne se le sopracciglia non devono più essere sottili ed artefatte. Adesso le sopracciglia sono archi più folti e compatti.
La parola chiave in questo campo è:


curate ma naturali

Io ho optato per una professionista il cui marchio di fabbrica è la naturalezza. Non amo le sopracciglia alla Ken di Barbie.

Oltretutto avere un disegno da seguire sotto permette di essere più precise e veloci nel togliere i peli fuori posto.

Dopo il trattamento e per quindici giorni, bisogna applicare una crema emolliente e curativa, aspettando che si formino delle crosticine bianche da lasciar cadere da sole.
Un mese dopo il primo trattamento si fa il refill del disegno, apportando delle modifiche se necessario.

Sono molto soddisfatta e, come #chictherapy, alzarsi la mattina e vedersi in ordine e curate fa iniziare la giornata con il sorriso e, in tempi di Smart-working e di poche occasioni per uscire, ti cambia lo spirito della giornata.

Le vestali di Big Little Lies 🤐

Vestali della figaggine della Upper Middle Class Made in USA, le cinque donne protagoniste di #biglittlelies hanno ognuna il proprio stile impeccabile

che riflette ciò che stanno vivendo.

Madeline

Madeline alias #reesewhiterspoon è la bellezza tipica californiana in formato mignon: veste in stile retrò con ampie gonne e cardigan d’altri tempi nei toni pastello che le si addicono. In crisi con il secondo marito più figo d’Oltreoceano, lo riconquista, dopo una serie di bugie non proprio piccole, indossando il suo vestito da sposa in modo discinto per cambio taglia e ballando spontaneamente: uno dei momenti più coinvolgenti della seconda stagione.

Bonnie

La yogi Bonnie punta tutto sull’ #oversize ingentilito solo a tratti con dettagli etno chic..

Forse la costumista della serie vuole suggerirci che ha qualcosa da nascondere?

Renata

Renata è una parvenue, si è guadagnata la rispettabilità che danno i soldi quelli veri, affrancandosi da un passato di povertà. Il marito, con tante e meschine bugie, perde tutto al gioco e la tradisce con la baby sitter dietro remunerazione. Renata è sul lastrico e reagisce con outfits tutti firmati con borse iconiche, che ostentano lusso ed opulenza, quello che non ha più.

Celeste

Celeste aka #nicolekidman, ha un look basic e di alta qualità, come il suo personaggio: mai eccessivo, neanche nelle condizioni peggiori. Quando meno te lo aspetti diventa audace e determinato, come in tribunale contro una magistrale Meryl Streep in un tailleur di alta sartoria.

Jane

Jane è una madre single dopo una violenza, quindi, comprensibilmente, ha un armadio di capi pratici che non vogliono apparire. Nell’ultima stagione, grazie ad un percorso di consapevolezza, adotta uno stile vintage di stampo californiano.

E tu? Chi ti assomiglia di più tra le Five Monterey Woman?

Come vestirsi da ricch* 💰💰💸

Come apparire ricchi e fighi.

Ammettiamolo, senza indagare nei conti correnti altrui, spesso ci domandiamo come avere un guardaroba bello e versatile e non da pezzenti, senza dare fondo a tutti i nostri averi.

In realtà, bastano piccoli accorgimenti, investimenti mirati, magari durante saldi e svendite, capi (pochi) ma durevoli, mix di alta qualità e fast fashion.

Lo so che sarebbe più semplice poter andare in negozio e comprare senza limiti e paure ma, se così non è, continua a leggere.

Quindi, passiamo alle

3 regole auree dello sfigheggiare da ricchi:

  • Approfittare sempre di svendite, saldi e last call.
  • Risparmiare per investire in Capi Eterni (in questo momento ti sfuggono? Accomodati pure alla Sezione Eterni del Blog).
  • Mai darsi allo shopping compulsivo di pezzi difficili da abbinare, per colore o foggia, a prezzi bassi. Meglio respirare ed aspettare.

Per proseguire, 4 idee di outfits da tenere sempre pronti per apparire al meglio, perché a volte non è che siamo pezzenti è che manca la voglia o l’ispirazione per vestirsi bene e, visto che uno dei miei mantra è: L’organizzazione rende liberi, di seguito alcune idee salva look per i momenti NO o per quelli in cui la fretta ha il sopravvento.

  1. L’outfit monocromatico nel TUO colore guida: quando non hai voglia di pensare e pronunci la fatidica frase: Non ho niente da mettermi! Scegli lui l’abbinamento già pronto all’uso
Outfit di Sole e d’Azzurro.
Outfit Cammello.

2. L’outfit che ti salva H24, per la serie esco dal lavoro e vado all’aperitivo: la jumpsuit nera, abbinata con trench (leggete la rubrica gli Eterni del Blog!) e con cambio borsa a metà giornata, passando da borsa di giorno a micro borsa per la sera.

La jumpsuit nera abbinata ad un sandalo basic
Tuta nera casual e scarpe comode, anche così l’effetto resta gradevole.

3. Outfit Stratificato, da utilizzare in caso di tempo meteorologico/località dove recarsi incerti. Vi sembrerà strano ma il vestirsi a cipolla con stile fa molto riccanza.

Questo outfit va molto pensato e bilanciato per evitare l’effetto “Sto scappando di cas@”.
Vestirsi a strati con gusto.

E, dulcis in fundo, ossia il mio preferito: il tubino sdrammatizzato.

Kendall Jenner con un tubino mescolato a capi che sembrano presi dall’armadio di Keanu Reeves.
Abbinamento sempre chic: Nero+Cammello.

Spero di avervi dato consigli utili per presentarvi sempre al meglio ♥️.

Come sarebbe un mondo di Dis-Armonia.

Si può parlare di colori in chiave di scelte consapevolmente disarmoniche e contro corrente.

Partiamo dal caso concreto: io sarei una castano media tendente al cenere, mi sento me stessa con i capelli neri che cozzano con una carnagione chiarissima.

E va bene così.

Con i miei colori naturali sono più armonica e senza contrasti, ma non sono io, mi percepisco in disordine e a disagio senza il colore di capelli nero che prediligo consapevolmente.

Marylin Monroe al naturale e bionda platino.

Il look da pin-up di Marylin funziona solo da bionda. Perchè?

Perché così i colori ed i contrasti utilizzati in questo tipo di immagine risaltano maggiormente. Da castana Marylin è intensa e dolce, da bionda è una bambolina bionda, che è l’immagine che voleva dare di lei o almeno quella che trainava la sua carriera.

Altro esempio: Kloe Kardashian.

L’evoluzione di Kloe Kardashian dagli inizi ad oggi.

Che dire? Kloe ha fatto scelte radicali e sicuramente ha cambiato personal trainer e parrucchiere ed è andata contro la sua natura di Donna castano Scura con carnagione chiara (Estate pura come Kate Middleton) per migrare verso una immagine di bellezza californiana con capelli finto naturalmente ondulati ed abbronzatura marcata ed esaltata da olio ed illuminante. È credibile? No, ma ottiene l’effetto di differenziarsi nettamente dalle sorelle e di guadagnare una sua propria identità. Per cui le sue scelte sono corrette dal punto di vista del suo scopo finale.

Tutto va bene in relazione al risultato che vogliamo ottenere.

Dita Von Teese: sembra un’altra persona!

Quando un personaggio ha un’immagine così iconica, si fatica molto a vederlo in altri panni. Dita von Teese è appunto un personaggio. Non sarebbe lei se tornasse al suo biondo e abbandonasse i rossetti rossi. Certo, si vede che il suo non è un look naturale, ma il fine giustifica i mezzi. Anche se i capelli sono troppo scuri ed il look è poco naturale nell’insieme, ma è assolutamente credibile e bella così!

In conclusione, incontriamo rare eccezioni in cui la personalità o il personaggio che si interpreta, sono più forti dell’armonia naturale dei colori. In questi casi non si può fare riferimento all’armocromia in modo completo, ma la propria stagione andrà rivista, la palette andrà aggiustata per adattarla ai colori meno naturali che scegliamo e che ci fanno sentire più a nostro agio.

La figlia n. 1 ad esempio, ormai adolescente, è una Autunno scuro. Detesta il colore rosso che la fa sentire strana e che, ciononostante, le sta benissimo. Abbiamo aggiustato la sua palette mettendo qualche puntino di rosso qua e là ed optando per rossi-Viola che le piacciono di più.

La palette va intonata alla personalità.

Ma se vi fate rosse, magari si consiglio del parrucchiere e vi vedete brutte; se vi guardate allo speccchio senza convinzione, se mettete i rossetti rossi ma vi sentite Moira Orfei al suo debutto al circo, se non volete stravolgere il vostro look ma volete apparire al meglio in ogni situazione, da quella formale a quella informale, allora l’armocromia è la chiave, diciamo il porto sicuro da cui partire solo dopo aver imparato a padroneggiare la vostra palette.

Indipendentemente dalle scelte sulla vostra immagine, consiglio a chiunque, perché anche Madonna ne ha bisogno e si affida ad esperti, di fare una consulenza del colore: una volta stabiliti i colori che naturalmente ci valorizzano, abbiamo le carte in mano per scegliere cosa accettiamo e cosa scegliamo di cambiare in base al nostro gusto personale ed alla nostra personalità.

Vademecum definitivo per curvy

La prima e fondamentale regola d’oro è:

Va bene così.
Costringersi a diventare filiformi quando la propria corporatura o forma del corpo è diversa, a mio avviso è un inutile perdita di energia mentale e fisica.

Una volta che si mangia abbastanza correttamente e si fa attività fisica, il resto viene da sè. Ritengo personalmente meglio avere di fronte una persona risolta, sicura di sé e consapevole che magra.

Comunque, andiamo avanti con la cara GUIDA DEFINITIVA per vestirsi bene in quanto curvy:

Il Punto G.

Impariamo a designare un nostro punto di forza, una parte del corpo che amiamo particolarmente: le tette, la schiena, le spalle, le gambe, ed impariamo a valorizzarla con capi che la mettano in bella vista. Se ad esempio abbiamo una predilezione per la schiena, scegliamo maglie ed abiti che la lasciano scoperta, bilanciando #perdire il seno con un reggiseno a coppe trasparenti.

Altezza mezza Bellezza.

Bisogna slanciare la figura!

Quindi o Tacchi 👠 oppure Gonne e Pantaloni a Vita Alta con Tee o Camicie infilate dentro non mi fate vedere obbrobri. Via libera a tubini e gonne svasate Stile Vintage.

Occhio non vede, Cuore non duole.

Se ritenete di avere dei difetti, reali o immaginari che siano, nascondeteli.

La lingerie contenitiva fa miracoli e i push-up pure.

Usiamoli!

Dulcis in fundo: l’equilibrio e l’armonia delle linee sono essenziali.

Esempio pratico: volete mettere degli shorts ma avete le coscie grosse. Innanzitutto compriamo shorts della taglia giusta che non strizzino i prosciutti di casa dove non devono, poi bilanciamo con un blazer di media lunghezza come capo spalla e dei tacchi.

In conclusione, in Italia per curvy intendiamo una 44, mentre nel resto del mondo le curvy partono dalla 50. In Italia i negozi acquistano solo taglie magre perché abbiamo problemi gravi di mentalità e invece che curvy le chiamiamo Taglie Comode (comode per chi?) e tagliano centimetri su cosce e fianchi per aderire a virtuali standards di perfezione. Vuol dire che lo stesso capo venduto in un negozio inglese o danese veste più morbido che in Italia.

Mettiamo fine al terrorismo mediatico e instagrammatico dell’essere filiformi (ma con culo e tette stile Barbie) ed iniziamo a valorizzarci e va bene così.

Essere equilibrati è meglio che essere magri.

Lo stile delle Donne di The Big Ben Theory

Non so se lo sapete ma in casa nostra siamo appassionati di serie TV e The Big Ben Theory è godibile per tutta la famiglia a parte alcune battute piccanti ma troppo sottili per essere colte dai nostri Under 18. Forse solo l’adolescenza metà unicorno intuisce qualcosa ma insomma l’ironia di questa sit-com non è mai volgare per cui possiamo guardarla tutto insieme in tranquillità.

In sintesi, abbiamo visto tutte le puntate di tutte le stagioni per cui i protagonisti sono gente di famiglia per noi e, di conseguenza, so bene cosa dire in merito allo stile delle donne della serie: Amy, Bernadette e Pennie.

Amy di The Big Ben Theory

Amy è la cervellona sfigata ed emarginata che prende i suoi vestiti dal guardaroba della nonna, ma senza farsene un complesso, anzi. La postura volutamente ingobbita contribuisce a raggiungere il risultato finale. Grazie alla amicizia acquisisce sicurezza e la femme fatale che nasconde dentro esce sempre di più allo scoperto.

Il massimo del glamour lo raggiunge nella puntato del Ballo di Fine Anno che il gruppo di nerd organizza sul tetto del grattacielo dove vivono.

Amy con la tipica mise: cardigan lungo e gonna dritta sotto il ginocchio.

Per l’occasione del ballo, Amy indossa un elegantissimo abito da sera celeste carta di zucchero con copri spalle abbinato: il monocromatico è il massimo dello stile che padroneggia ed, infatti, il make up degli occhi richiamo lo stesso colore.

Amy e Sheldon nella foto del finto “Ballo di Fine Anno”.

Nelle altre puntate, al contrario, sceglie improbabili righe orizzontali, mise antiquate in materiali e colori tristi e sciatti, contrastanti con la sua brillante carriera professionale, durante la quale indossa un camice, che si rivela un sollievo per gli occhi.

Bernadette Rostenkowsky alias Bernie The Girlie

Anche lei è una Donna di grande successo nel lavoro e, come emerge più volte nel corso della serie, guadagna molto più di Howard, il suo uomo.

Nel look punta al contrasto tra un aspetto angelico di piccola bambina bionda ed un carattere dispotico ad alti livelli. Non a caso è la mia preferita.

Al contrario di Amy cura molto i capelli, sempre arricciati e cotonati e, mentre l’amica è sempre abbottonata, lei evidenzia sempre il generoso décolleté con vestitini da Lolita e coprispalla corti che evidenziano il seno.

Lo stile di Bernadette

Penny, la Bonazza.

Lei è la Star femminile di The Big Ben Theory: la ragazzotta che sogna di fare l’attrice ad Hollywood.

Al principio si veste da Sex Bomb svampita con abiti scollati e jeans strizzati da cheer leader un po’ anni ’90, in seguito, nel momento in cui abbandona gli obiettivi cinematografici per un lavoro reale, il suo stile matura: i capelli diventano corti e meno da bambolona e gli abiti più di stile e meno orientati a catturare lo sguardo maschile.. e quello di Amy.

Penny,
Penny,
Penny!


Come abbinare i colori in 5 steps 🆘

Guida semplice in cinque steps per azzeccare sempre l’abbinamento di vestiti.

Abbinare i colori è una delle cose che mette più in crisi e spesso si declina il proprio outfit un unico colore dalla testa ai piedi per paura di sbagliare.

Ma, c’è un ma,

con questo metodo infallibile imparerete anche voi ad abbinare i colori!

La base per saper abbinare bene è non tanto o non solo il buon gusto quanto il saper usare il cerchio cromatico.

Il cerchio cromatico: il tuo assistente.

Tenendo il cerchio cromatico come punto di partenza, possiamo:

  • Abbinare colori Analoghi= vicini nrll’Arco Cromatico.






Chic Therapy

In questo caso particolare, oltre ad essere colori vicini, essi richiamano anche accostamenti che ritroviamo in natura: riprendere abbinamenti dalla Natura, perfetta nei suoi equilibri anche cromatici, è garanzia di successo.

  • Abbinamento Colori Analoghi King Size





Chic Therapy

Chiaramente bisogna scegliere un colore dominante, cui gli altri faranno da supporto, per ricreare un’impressione di dolce armonia.

  • Abbinamento di Colori Complementari (opposti)

Implica un livello avanzato di capacità di abbinare, per cui se non vi sentite pronti fermatevi ai primi due steps fin quando li padroneggerete bene.

Questi colori insieme si valorizzano a vicenda. Curioso sapere che, al contrario, se mescolati originano un colore grigio topo 😃:

gli opposti si attraggono ma devono restare ben distinti perché il risultato sia degno di nota.

Chic Therapy

Chic Therapy

  • Abbinamento di Colori Complementari Divergente

Consiste nello scegliere un colore e poi i due colori che si trovano, rispettivamente, a destra e a sinistra del suo complementare. L’effetto è più armonico e bilanciano lo spazio ottico con tre colori, di cui uno dominante e gli altri ausiliari.

  • Abbinamento di Tre Colori Equidistanti
Abbinamento di Colori equidistanti.

Trovo questo abbinamento fintamente complicato e di grande effetto.

Usate l’accortezza di abbinare colori con la stessa intensità (o tutti pastello o tutti brillanti) ed il gioco è fatto!

Armadio Livello PRO: Less is the new black 🕶


In questi mesi abbiamo rallentato per forza il ritmo delle nostre vite.

E quando si cambia impostazione di vita uno dei primi posti da riordinare in base alle nostre nuove priorità è l’armadio.

L’armadio e i cassetti sono spesso colmi di cose inutili. Ammettiamolo tutto insieme: usiamo il 30% di quello che teniamo lì dentro.

Sapete quante cose capisco di una persona semplicemente aprendo il suo armadio? Molte. Capisco se sa prendere decisioni, se sta vivendo un momento nostalgico-regressivo, se sta bene finanziariamente.

Quindi, occhio al vostro Armadio.

Spesso accumuliamo capi per svariate motivazioni che poco hanno a che fare con noi: regali poco centrati, vestiti acquisiti da altri o presi sull’onda di shopping compulsivo.

Via i regali inappropriati, i jeans degli Anni ’90 e le magliette di tessuti pro sudorazione eccessiva.

Via i capi inutili. Se non indossiamo qualcosa da due anni, non la indosseremo più e quindi deve sloggiare dal nostro armadio.

Avere un guardaroba minimal e dove circola aria significa dare spazio alla propria energia.

Ciò che indossi parla di te ed influisce su come ti senti.

In un cassetto sgombro dove sono riposte un numero accettabile di magliette sicuramente scegli meglio cosa indossare.

Se apri l’armadio e ci sono cataste di indumenti tra cui discernere il tuo buon umore risulterà contrastato da questa pesantezza materiale, dal fardello di doversi trascinare anno per anno questi abiti inutili.

  • Le cose che possediamo se non determinano, influiscono pesantemente su quello che siamo. Di conseguenza, il COME, ossia il procedimento con cui ci si veste, determina ciò che sei in un duplice senso:
  • Indossando cose che ci fanno sentire noi stessi e che significano qualcosa per noi il nostro atteggiamento cambia in meglio perché siamo più sicuri e questo si percepisce.

Ridurre al minimo significa focalizzare quello che veramente è importante.

Io ci ho messo un weekend a riordinare gli armadi di figlio n. 2 e n. 3, perché tra trasloco e quarantena non c’era mai stato il modo e perché in effetti non erano poi messi così male.

Il mio armadio lo rimando a quando consegneranno i mobili della camera e già so che l’impegno sarà più mentale che fisico. Lasciar andare è difficile ma necessario quando il rapporto ha dato tutto quello che poteva dare.

E non vedo l’ora di essere più minimalista che mai! 😃

La quintessenza di un armadio minimalista è ideare una divisa, anzi delle divise, a seconda delle occasioni di vita che abbiamo.

Di fatto, un guardaroba minimalista ti consentirà di risparmiare, investendo su capi di qualità.

Il punto di partenza è la definizione del proprio stile. Scegli come vuoi vestirti, che tipo di capi non vuoi più indossare, cosa vuoi invece metterti addosso.

Ora scegli i colori.

Per farlo bisogna conoscere la propria palette ma anche se stessi: se amiamo una tinta che non rientra nei nostri colori secondo l’Armocromia, è sufficiente utilizzarlo lontano dal viso.

Abbinando ai nostri colori prescelti delle gamme neutre, come nero, bianco, beige, écru, blu o grigio semplificherà la vita. Quindi ogni look per ogni ambito avrà uno o più colori tra i nostri prediletti abbinati a colori neutri.

In realtà a me piace molto accostare i colori complementari ma questo è il livello PRO della consulenza di immagine.

Riducendo il numero di capi da sistemare in Armadio avrai una visione più precisa ed organizzata della tua esteriorità.

L’ordine esteriore corrisponde a quello interiore, per cui un sano minimalismo porterà a risultati migliori senza sprechi di energie e tempo.

Avete da fare il prossimo weekend.

Minimal chic post pandemia

Abbiamo vissuto un tempo sospeso impensabile fino a pochi mesi fa. Un tempo fatto di casa, di attività essenziali, di paura del mondo esterno e finanche di quello interno.

Adesso è il momento del post, della rinascita preceduta da riflessione.

Molto è già cambiato a livello di consumi: lievito per pane e pizza introvabile, così come i tappetini da yoga; cultura e viaggi fruibili in via virtuale; crollo dei viaggi di lavoro a vantaggio di videochiamate e Skype call. Il futuro è arrivato in una notte: l’ufficio è in casa; la scuola anche. Si mangia e si cucina insieme, con i colleghi che ascoltano i figli discutere o guardare la TV. Non serve più truccarsi in auto.. non serve più truccarsi.

Dove siamo arrivati con il teletrasporto della pandemia?

Non nel migliore dei mondi possibili ma, mi piace pensare, in un mondo migliore.

La moda in tal senso è la regola, non l’eccezione.

Assistiamo ad un ritorno alla sostanza delle cose, all’essenziale. La Moda ha ridotto le collezioni a due l’anno, ha rallentato e puntato sul lavoro, sui tagli sartoriali, sulle linee pulite e senza limiti di eccessiva caducità.

Siamo tornati al minimalismo ed alla praticità in contrapposizione al logo ovunque ed alle linee sovrabbondanti.

Come diceva Coco: prima di uscire, guardati allo specchio e togli qualcosa che non sbagli mai.
All you need is Less 🦋