Vademecum definitivo per curvy

La prima e fondamentale regola d’oro è:

Va bene così.
Costringersi a diventare filiformi quando la propria corporatura o forma del corpo è diversa, a mio avviso è un inutile perdita di energia mentale e fisica.

Una volta che si mangia abbastanza correttamente e si fa attività fisica, il resto viene da sè. Ritengo personalmente meglio avere di fronte una persona risolta, sicura di sé e consapevole che magra.

Comunque, andiamo avanti con la cara GUIDA DEFINITIVA per vestirsi bene in quanto curvy:

Il Punto G.

Impariamo a designare un nostro punto di forza, una parte del corpo che amiamo particolarmente: le tette, la schiena, le spalle, le gambe, ed impariamo a valorizzarla con capi che la mettano in bella vista. Se ad esempio abbiamo una predilezione per la schiena, scegliamo maglie ed abiti che la lasciano scoperta, bilanciando #perdire il seno con un reggiseno a coppe trasparenti.

Altezza mezza Bellezza.

Bisogna slanciare la figura!

Quindi o Tacchi 👠 oppure Gonne e Pantaloni a Vita Alta con Tee o Camicie infilate dentro non mi fate vedere obbrobri. Via libera a tubini e gonne svasate Stile Vintage.

Occhio non vede, Cuore non duole.

Se ritenete di avere dei difetti, reali o immaginari che siano, nascondeteli.

La lingerie contenitiva fa miracoli e i push-up pure.

Usiamoli!

Dulcis in fundo: l’equilibrio e l’armonia delle linee sono essenziali.

Esempio pratico: volete mettere degli shorts ma avete le coscie grosse. Innanzitutto compriamo shorts della taglia giusta che non strizzino i prosciutti di casa dove non devono, poi bilanciamo con un blazer di media lunghezza come capo spalla e dei tacchi.

In conclusione, in Italia per curvy intendiamo una 44, mentre nel resto del mondo le curvy partono dalla 50. In Italia i negozi acquistano solo taglie magre perché abbiamo problemi gravi di mentalità e invece che curvy le chiamiamo Taglie Comode (comode per chi?) e tagliano centimetri su cosce e fianchi per aderire a virtuali standards di perfezione. Vuol dire che lo stesso capo venduto in un negozio inglese o danese veste più morbido che in Italia.

Mettiamo fine al terrorismo mediatico e instagrammatico dell’essere filiformi (ma con culo e tette stile Barbie) ed iniziamo a valorizzarci e va bene così.

Essere equilibrati è meglio che essere magri.

Lo stile delle Donne di The Big Ben Theory

Non so se lo sapete ma in casa nostra siamo appassionati di serie TV e The Big Ben Theory è godibile per tutta la famiglia a parte alcune battute piccanti ma troppo sottili per essere colte dai nostri Under 18. Forse solo l’adolescenza metà unicorno intuisce qualcosa ma insomma l’ironia di questa sit-com non è mai volgare per cui possiamo guardarla tutto insieme in tranquillità.

In sintesi, abbiamo visto tutte le puntate di tutte le stagioni per cui i protagonisti sono gente di famiglia per noi e, di conseguenza, so bene cosa dire in merito allo stile delle donne della serie: Amy, Bernadette e Pennie.

Amy di The Big Ben Theory

Amy è la cervellona sfigata ed emarginata che prende i suoi vestiti dal guardaroba della nonna, ma senza farsene un complesso, anzi. La postura volutamente ingobbita contribuisce a raggiungere il risultato finale. Grazie alla amicizia acquisisce sicurezza e la femme fatale che nasconde dentro esce sempre di più allo scoperto.

Il massimo del glamour lo raggiunge nella puntato del Ballo di Fine Anno che il gruppo di nerd organizza sul tetto del grattacielo dove vivono.

Amy con la tipica mise: cardigan lungo e gonna dritta sotto il ginocchio.

Per l’occasione del ballo, Amy indossa un elegantissimo abito da sera celeste carta di zucchero con copri spalle abbinato: il monocromatico è il massimo dello stile che padroneggia ed, infatti, il make up degli occhi richiamo lo stesso colore.

Amy e Sheldon nella foto del finto “Ballo di Fine Anno”.

Nelle altre puntate, al contrario, sceglie improbabili righe orizzontali, mise antiquate in materiali e colori tristi e sciatti, contrastanti con la sua brillante carriera professionale, durante la quale indossa un camice, che si rivela un sollievo per gli occhi.

Bernadette Rostenkowsky alias Bernie The Girlie

Anche lei è una Donna di grande successo nel lavoro e, come emerge più volte nel corso della serie, guadagna molto più di Howard, il suo uomo.

Nel look punta al contrasto tra un aspetto angelico di piccola bambina bionda ed un carattere dispotico ad alti livelli. Non a caso è la mia preferita.

Al contrario di Amy cura molto i capelli, sempre arricciati e cotonati e, mentre l’amica è sempre abbottonata, lei evidenzia sempre il generoso décolleté con vestitini da Lolita e coprispalla corti che evidenziano il seno.

Lo stile di Bernadette

Penny, la Bonazza.

Lei è la Star femminile di The Big Ben Theory: la ragazzotta che sogna di fare l’attrice ad Hollywood.

Al principio si veste da Sex Bomb svampita con abiti scollati e jeans strizzati da cheer leader un po’ anni ’90, in seguito, nel momento in cui abbandona gli obiettivi cinematografici per un lavoro reale, il suo stile matura: i capelli diventano corti e meno da bambolona e gli abiti più di stile e meno orientati a catturare lo sguardo maschile.. e quello di Amy.

Penny,
Penny,
Penny!


Come abbinare i colori in 5 steps 🆘

Guida semplice in cinque steps per azzeccare sempre l’abbinamento di vestiti.

Abbinare i colori è una delle cose che mette più in crisi e spesso si declina il proprio outfit un unico colore dalla testa ai piedi per paura di sbagliare.

Ma, c’è un ma,

con questo metodo infallibile imparerete anche voi ad abbinare i colori!

La base per saper abbinare bene è non tanto o non solo il buon gusto quanto il saper usare il cerchio cromatico.

Il cerchio cromatico: il tuo assistente.

Tenendo il cerchio cromatico come punto di partenza, possiamo:

  • Abbinare colori Analoghi= vicini nrll’Arco Cromatico.






Chic Therapy

In questo caso particolare, oltre ad essere colori vicini, essi richiamano anche accostamenti che ritroviamo in natura: riprendere abbinamenti dalla Natura, perfetta nei suoi equilibri anche cromatici, è garanzia di successo.

  • Abbinamento Colori Analoghi King Size





Chic Therapy

Chiaramente bisogna scegliere un colore dominante, cui gli altri faranno da supporto, per ricreare un’impressione di dolce armonia.

  • Abbinamento di Colori Complementari (opposti)

Implica un livello avanzato di capacità di abbinare, per cui se non vi sentite pronti fermatevi ai primi due steps fin quando li padroneggerete bene.

Questi colori insieme si valorizzano a vicenda. Curioso sapere che, al contrario, se mescolati originano un colore grigio topo 😃:

gli opposti si attraggono ma devono restare ben distinti perché il risultato sia degno di nota.

Chic Therapy

Chic Therapy

  • Abbinamento di Colori Complementari Divergente

Consiste nello scegliere un colore e poi i due colori che si trovano, rispettivamente, a destra e a sinistra del suo complementare. L’effetto è più armonico e bilanciano lo spazio ottico con tre colori, di cui uno dominante e gli altri ausiliari.

  • Abbinamento di Tre Colori Equidistanti
Abbinamento di Colori equidistanti.

Trovo questo abbinamento fintamente complicato e di grande effetto.

Usate l’accortezza di abbinare colori con la stessa intensità (o tutti pastello o tutti brillanti) ed il gioco è fatto!

Armadio Livello PRO: Less is the new black 🕶


In questi mesi abbiamo rallentato per forza il ritmo delle nostre vite.

E quando si cambia impostazione di vita uno dei primi posti da riordinare in base alle nostre nuove priorità è l’armadio.

L’armadio e i cassetti sono spesso colmi di cose inutili. Ammettiamolo tutto insieme: usiamo il 30% di quello che teniamo lì dentro.

Sapete quante cose capisco di una persona semplicemente aprendo il suo armadio? Molte. Capisco se sa prendere decisioni, se sta vivendo un momento nostalgico-regressivo, se sta bene finanziariamente.

Quindi, occhio al vostro Armadio.

Spesso accumuliamo capi per svariate motivazioni che poco hanno a che fare con noi: regali poco centrati, vestiti acquisiti da altri o presi sull’onda di shopping compulsivo.

Via i regali inappropriati, i jeans degli Anni ’90 e le magliette di tessuti pro sudorazione eccessiva.

Via i capi inutili. Se non indossiamo qualcosa da due anni, non la indosseremo più e quindi deve sloggiare dal nostro armadio.

Avere un guardaroba minimal e dove circola aria significa dare spazio alla propria energia.

Ciò che indossi parla di te ed influisce su come ti senti.

In un cassetto sgombro dove sono riposte un numero accettabile di magliette sicuramente scegli meglio cosa indossare.

Se apri l’armadio e ci sono cataste di indumenti tra cui discernere il tuo buon umore risulterà contrastato da questa pesantezza materiale, dal fardello di doversi trascinare anno per anno questi abiti inutili.

  • Le cose che possediamo se non determinano, influiscono pesantemente su quello che siamo. Di conseguenza, il COME, ossia il procedimento con cui ci si veste, determina ciò che sei in un duplice senso:
  • Indossando cose che ci fanno sentire noi stessi e che significano qualcosa per noi il nostro atteggiamento cambia in meglio perché siamo più sicuri e questo si percepisce.

Ridurre al minimo significa focalizzare quello che veramente è importante.

Io ci ho messo un weekend a riordinare gli armadi di figlio n. 2 e n. 3, perché tra trasloco e quarantena non c’era mai stato il modo e perché in effetti non erano poi messi così male.

Il mio armadio lo rimando a quando consegneranno i mobili della camera e già so che l’impegno sarà più mentale che fisico. Lasciar andare è difficile ma necessario quando il rapporto ha dato tutto quello che poteva dare.

E non vedo l’ora di essere più minimalista che mai! 😃

La quintessenza di un armadio minimalista è ideare una divisa, anzi delle divise, a seconda delle occasioni di vita che abbiamo.

Di fatto, un guardaroba minimalista ti consentirà di risparmiare, investendo su capi di qualità.

Il punto di partenza è la definizione del proprio stile. Scegli come vuoi vestirti, che tipo di capi non vuoi più indossare, cosa vuoi invece metterti addosso.

Ora scegli i colori.

Per farlo bisogna conoscere la propria palette ma anche se stessi: se amiamo una tinta che non rientra nei nostri colori secondo l’Armocromia, è sufficiente utilizzarlo lontano dal viso.

Abbinando ai nostri colori prescelti delle gamme neutre, come nero, bianco, beige, écru, blu o grigio semplificherà la vita. Quindi ogni look per ogni ambito avrà uno o più colori tra i nostri prediletti abbinati a colori neutri.

In realtà a me piace molto accostare i colori complementari ma questo è il livello PRO della consulenza di immagine.

Riducendo il numero di capi da sistemare in Armadio avrai una visione più precisa ed organizzata della tua esteriorità.

L’ordine esteriore corrisponde a quello interiore, per cui un sano minimalismo porterà a risultati migliori senza sprechi di energie e tempo.

Avete da fare il prossimo weekend.

Minimal chic post pandemia

Abbiamo vissuto un tempo sospeso impensabile fino a pochi mesi fa. Un tempo fatto di casa, di attività essenziali, di paura del mondo esterno e finanche di quello interno.

Adesso è il momento del post, della rinascita preceduta da riflessione.

Molto è già cambiato a livello di consumi: lievito per pane e pizza introvabile, così come i tappetini da yoga; cultura e viaggi fruibili in via virtuale; crollo dei viaggi di lavoro a vantaggio di videochiamate e Skype call. Il futuro è arrivato in una notte: l’ufficio è in casa; la scuola anche. Si mangia e si cucina insieme, con i colleghi che ascoltano i figli discutere o guardare la TV. Non serve più truccarsi in auto.. non serve più truccarsi.

Dove siamo arrivati con il teletrasporto della pandemia?

Non nel migliore dei mondi possibili ma, mi piace pensare, in un mondo migliore.

La moda in tal senso è la regola, non l’eccezione.

Assistiamo ad un ritorno alla sostanza delle cose, all’essenziale. La Moda ha ridotto le collezioni a due l’anno, ha rallentato e puntato sul lavoro, sui tagli sartoriali, sulle linee pulite e senza limiti di eccessiva caducità.

Siamo tornati al minimalismo ed alla praticità in contrapposizione al logo ovunque ed alle linee sovrabbondanti.

Come diceva Coco: prima di uscire, guardati allo specchio e togli qualcosa che non sbagli mai.
All you need is Less 🦋

Il tuo aspetto fa gne-gne?

Se qualcosa ti fa sentire sicura di te e bellissima, allora va ancora di moda.

Jamie Krell

Innanzitutto: scegliamo una o piu icone di stile che ci ispirano.

Se non avete idea su chi siano queste IT Women Super Cool:

Alexa Chung

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Doing fine over here

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Poppy Delevingne

https://www.instagram.com/poppydelevingne/

Dree Hemingway, che indossa tubino e jeans ma insieme.

Bianca Brandolini

https://www.instagram.com/biancabrandolini/?hl=it

Fatevi un giro sui loro profili social e lasciatevi permeare dalla loro incredibile conoscenza dello Style. Dalla loro sicurezza, reale o immaginaria?, non lo sappiamo e non interessa in questa sede.

Avere una guida ed un’idea di dove andare rende il tragitto più semplice. In auto usate il navigatore per evitare di perdervi? Così nel vostro guardaroba dovete avere le idee altrettanto chiare per evitare sprechi di tempo e denaro. Avere in testa un modello aiuta a tirare fuori il meglio; stimola la propria evoluzione con punti di vista diversi.

Ognuno guarda il mondo attraverso i propri occhiali.

I. Kant

Per fare passi avanti bisogna affrancarsi dall’ottica del nostro piccolo giardino recintato e dare un’occhiata in giro per il mondo, indossando anche gli occhiali degli altri. Perché no?

Iniziate oggi a creare la vostra personale Mood Board.

E se volete condividetela nei commenti ♥️

Sono curiosa ed interessata.

Sei una Autunno?

Sei una Donna Autunno?

L’Autunno in Armocromia è la Stagione più calda ed avvolgente. Io ad esempio rifuggo da questi colori e per individuare le Autunno mi basa sulla carnagione, che deve avere un sotto tono caldo. Condizione essenziale.

Lasciamoci guidare dalla pelle, altrimenti confonderemo le Autunno con l’Inverno e le vestiremo di colori freddi, quando non è il caso. Al contrario, ci sono donne Autunno bionde e con gli occhi chiari, #Gisele Bundchen che è un Autunno Soft!

Autunno e Primavera sono le stagioni calde. Distinguerle è tutto sommato semplice: le donne Autunno appaiono generalmente più scure (in termini di pelle, occhi e capelli) delle donne Primavera, la cui peculiarità è la luminosità: Olivia Palermo è un Autunno, mentre Emma Stone è una Primavera.

Il sottotono di pelle delle Autunno è caldo. Il sovratono tende al giallo oppure è ambrato o olivastro. Il pallore non è di questa stagione. Le pelli Autunno non fanno fatica ad abbronzarsi, mentre io, che sono una Inverno, mi abbronzo a chiazze è mai in modo uniforme.

La Pelle delle Autunno

Il sottotono di pelle delle Autunno è caldo. Il sovratono tende al giallo oppure è ambrato o olivastro.

Le pelli Autunno non fanno fatica ad abbronzarsi perché hanno molta melanina, anche se sono chiare, mentre io, che sono innegabilmente Inverno, mi abbronzo a pois.

Tendenzialmente non si scottano al sole e anche se l’abbronzatura non è intensa è incantevolmente uniforme.

Gli Occhi delle Autunno

Gli occhi non sono un elemento determinante: possono essere da chiari a scuri. Ciò che comanda il gioco è il sottotono di pelle.

I capelli delle Autunno

Attenzione: capelli dalle tonalità calde non significano Autunno.

Nicole Kidman è la celebrity rossa per eccellenza ma è una Primavera luminosa, non certo una Autunno.

Una volta appurato sicure di essere Autunno, “scure” e “opache”, non luminose. è il vostro mix tra pelle, colore di occhi e di capelli che determina in quale sottogruppo tra “soft”, “caldo” e “scuro” rientrate.

Bisogna stabilire il tratto dominante della vostra immagine. Quello che resta più impresso a chi vi incontra per la prima volta.

3 tipologie di Donna Autunno

Per le Autunno Soft

La donna Autunno soft lascia una sensazione di delicatezza armoniosa, di tono su tono.

MAI PIÙ’ SENZA un make-up nude e chioma leggermente schiarita per esaltare la delicatezza dell’immagine. Come si vede nell’immagine qui sotto #caradelavigne risulta volgare con il make-up di sinistra non in palette, mentre la sua bellezza è innegabilmente più valorizzata da un trucco nude, che accosta tonalità simili.

Cara: Trucco non armocromatico versus Trucco in Palette.


Per le Autunno Caldo alias Colori di Julia Roberts

La donna Autunno caldo è un’esplosione di colori caldi, come il Central Park quando cadono le foglie. Prevalgono nella sua immagine sfumature spiccatamente calde come i capelli naturalmente rossi.

MAI PIÙ’ SENZA un make-up dai toni molto caldi e no a tingere quei meravigliosi capelli rossi.

Julia Roberts rientra a piena titolo in questo sottogruppo.

Julia Roberts in palette con bianco usato a contrasto per pois ed accessori.


Autunno Scuro

La donna Autunno scuro è “scura” in generale: di pelle, occhi e capelli. Sì ad un make-up intenso dai toni caldi e ai capelli “intensificati”. Nathalie Emmanuel è un esempio perfetto di donna Autunno Scuro.

Eva Mendes: Donna Autunno Scuro per Antonomasia.


Di Donne Autunno pullula il mondo dello spettacolo perché è un tipo di bellezza trasversale che a ravviva le contrastanti Donne Inverno, mentre addolcisce le evanescenti Donne Primavera.

Palette Donna Autunno

I colori di riferimento sono quelli della palette messa qui sotto.

Palette Autunno

È preferibile usarli tono su tono, senza troppi sbalzi di contrasto, che è meglio riservare agli accessori.


Nessuno può fermare la Primavera!


L’Armocromia divide le donne in 4 Gruppi, chiamati come le 4 Stagioni, per identificarne colori amici e non.

Per me la Donna Primavera, la più rara è difficile da riconoscere, dai colori chiari e radiosi, con una pelle molto molto chiara e al massimo color pesca, si chiama Cristina. Io quando cerco o consiglio una Primavera penso a Cristina con la sua pelle di alabastro ed i capelli biondi come Barbie bionda.

Quello che contraddistingue maggiormente la Donna Primavera è questa impressione di chiarezza luminosa e di radiosità. I colori che andremo a scegliere per lei saranno quindi quelli luminosi che maggiormente la contraddistinguono.

Il colore dei capelli è quasi sempre biondo, ma non il biondo nordico freddo, bensì un biondo caldo, ramato o anche castano, sempre con riflessi caldi.

Come celebrities di riferimento troviamo Scarlett Johansson e Charlize Theron.

Scarlett in colori basici
L’idea che trasmette la Donna Primavera è LUCE.

Se appartenete a questa categoria, non dovete mai scurire troppo e soprattutto scegliete colori freddi. La parola d’ordine è “oro”.

Chi appartiene a queste Gruppo deve puntare su colori luminosi e saturi, mai scurire troppo.

Le Primavera Dark sono rosse ma un rosso acceso, alla Nicoleta Kidman, associato ad una pelle di alabastro.

MAI riflessi freddi o cenere.

MAI PIÙ’ SENZA, per dirla con #enzomiccio e #carlagozzi: riflessi dorati, ramati e color fragola. Voi che potete, fatelo!

Palette di riferimento della Donna Primavera

I colori base, a mio avviso, possono essere il cammello oppure il blu royal. Mentre i tessuti stampati, anche stampe floreali, funzionano sempre, basta che abbiano un buon contrasto.

Come scriveva #gibran: i fiori della primavera sono quelli dell’inverno, ma raccontati in un mattino luminoso. Così le donne di questo gruppo sanno di cose buone, calme e luminose.



Come migliorare la propria immagine in 10 punti.

Avere una propria immagine soddisfacente, in cui il fuori rispecchia il dentro e l’interiorità va d’accordo con l’esteriorità è più facile a dirsi che a farsi, per cui non demoralizzatevi, si procede per tentativi.

Trovare un proprio stile ed immagine implica conoscersi a menadito, conoscere i propri vizi e virtù, volersi bene, perché quella con se stessi è l’unica storia d’amore che durerà tutta la vita.

Come arrivare ad una immagine di sé soddisfacente?

Con questi 10 punti.

Adesso che siamo a casa e, chi più chi meno, il tempo avanza, non abbiamo più scuse.

Innanzitutto, bisogna capire bene che tipo di stile ci interessa avere: sobrio, sexy, rock, bon ton. È evidente che la nostra personalità deve essere in armonia con lo stile che intendiamo adottare. Le forzature non piacciono a nessuno e non stanno in piedi.

L’esterno riflette l’interno.
Credits foto: Pinterest
  1. Conosci Te Stesso.

Questo è IL PUNTO. Scrivere come ci vediamo o meglio come preferiremmo vederci noi per primi è molto importante. Scrivere i propri valori, pensieri focali, Attività e hobby che amiamo, aiuterà a centrare l’obiettivo.

2. Conoscere la tua Routine di Impegni Settimanali.

Inizia a prendere nota degli impegni e delle attività fisse della settimana: per ognuna di queste occasioni si andrà a definire uno stile (se in ufficio ti piace trasmettere sobrietà e professionalità, ci sta che ad un cocktail vuoi avere un’aria più glamour e frizzante)e, di conseguenza, una sorta di capsule Collection.

3. Conoscere il tuo corpo e la sua forma.

Ci sono capi che ci stanno bene ed altri no.

Amara constatazione ma qualcuno deve dirlo.

Punti del nostro corpo da mettere in primo piano ed altri da mettere nel backstage. Ad esempio io amo la vita in evidenza ma tendo ad avere quel rotolino in più di panza, per cui, quando ho ripensato il mio guardaroba, i capi che mettevano in risalto proprio questo difetto li ho riposti negli scatoloni da dare via.

4. Impara a costruirti la TUA palette di colori.

Individuare i colori alleati e quelli da escludere è la base della consulenza di immagine. Anche intuitivamente sappiamo quali colori ci valorizzano e ci svecchiano e quali ci spengono.

Per fare una prova è già un buon inizio cominciare dalle cose presenti nel proprio armadio: con una buona luce, uno specchio e un’amica facciamo una cernita cromatica dei nostri abiti.

Al fine di intenderci porto la mia esperienza personale: io adoro il fucsia ma se mi metto un capospalla fucsia sembro un cadavere, quindi preferisco spostarlo dalla vita in giù.

Ancora un esempio concreto: il colore nero è la base del mio guardaroba e della mia vita. Non è che mi doni particolarmente ma lo trovo rilassante e pratico. Aggiungo, quindi, luce e colore al viso con gli accessori. Io non posso usare orecchini perché non ho i buchi alle orecchie, ma per chi può è una idea ottima. Foulards, pashmine, collane, tutto serve

5. Crea un moodboard cartaceo o digitale con immagini che ti piacciono.

Un moodboard è un quaderno con gli outfits che ti ispirano, divisi per occasioni d’uso- punto 2.

Quando ci sarà abbastanza materiale prova ad osservare se ci sono degli elementi che si ripetono: colori, tessuti, atmosfere, forme, i modelli di gonne e pantaloni scelti, se prediligi oversize o no.

Inizia ad analizzare tutto questo e compara con ciò che si addice alla forma del tuo corpo- punto 3.

La situazione ottimale sarebbe quella che ci fosse accordo tra le due cose ma non è detto. In questo caso vale la pena ragionare su cosa rappresentano per te gli outfits scelti.

Vale la pena tentare di fare un moodboard con quegli abiti che ci valorizzano.

6. Identifica il tuo stile in base al tuo moodboard.

In base al tuo moodboard come definiresti il tuo stile in generale ed in base ai vari ambiti di uso? Rock o romantico? Elegante o spiritoso?

Faccio esempi partendo da me:

– ufficio: il mio stile è minimalista, con capi dalle linee semplici e una palette di colori basata sul bianco, nero e blu. Aggiungo un po’ di brio con gli accessori. Le scarpe sono spesso basse e funzionali.

– il tempo libero: per il fine settimana il mio stile è più rilassato con jeans e maglie più esplicite, tacchi e little black dress declinato in mille modi diversi.

ORA SI FA SUL SERIO.

7. Check Out e Check in del tuo Armadio.

Scegliere bene cosa tenere e cosa no.

Dopo tutti questi preliminari, esaminiamo i capi del tuo guardaroba e teniamo solo quelli che si addicono al proprio interno (personalità) ed al proprio esterno (forma fisico) sempre in modo consono alla propria palette di colori.
In questa fase bisogna essere coraggiosi ed eliminare quello che ci penalizza, i capi rotti o lisi, quello che ci rende tristi. Non necessariamente buttare ma regalare o vendere o abbinare in modo diverso, creando outfits differenti.


8. FASE CREAZIONE NUOVI
OUTFITS

Con i vestiti scelti prova a creare nuovi outfits, cercando di prevedere dove e come utilizzarli.


Abbinamenti Nuovi!

Questo momento è molto importante perché bisogna appuntarsi eventuali aggiunte da fare con il prossimo shopping.

Ad esempio per uno stile bohemien non possono mancare bluse larghe e ricamate e jeans a zampa.

9. Accessoriare

Gli accessori sono importantissimi! Il classico Little Black Dress con degli orecchini che illuminano ed una giacca Chanel fa la sua bella figura 😎

10. DIVERTITI E SPLENDI!

Se hai seguito tutti gli steps precedenti e sei arrivata fino a questo punto, hai in mano:

– individuato il tuo stile

– capito come far pace con la forma del tuo corpo

– definito la tua palette

– creato il TUO MOODBOARD

– fatto un repulisti del guardaroba

– Ideato nuovi outfits

Tutto ciò ti servirà per valutare ad ogni cambio stagione cosa comprare e cosa lasciare in negozio.

Con questo percorso sarà sufficiente integrare il guardaroba con pochi pezzi, risparmiando tempo e denaro.

L’organizzazione rende liberi, belli e con il portafoglio pieno!

Chic Smartworking

Lo smartworking è diventato una virtù necessaria così all’improvviso che ci ritroviamo a gestire una quotidianità diversa e dai confini insolitamente fluidi, con così poco preavviso che vale la pena fare il punto e stabilire alcuni capisaldi per restare in equilibrio sopra la follia di questo periodo.

Per non perdere un’immagine dignitosa di noi ed anche per aiutare figli e familiari a capire che, anche se fisicamente in casa, in realtà non siamo disponibili perché stiamo lavorando.

Lo smartworking è comodo ma nasconde anche dei pericoli.

Restando in casa, la divisione tra orario di lavoro e tempo personale e familiare svanisce, di conseguenza la tentazione di lavorare in pigiama o dal divano è in agguato.

A mio avviso, l’abito fa il monaco per cui lavorare vestite in modo sciatto diminuisce la produttività.

Senza considerare che chi vive con noi, a due o quattro zampe, maggiorenne o meno, associa il nostro essere in tuta o in pigiama al fatto che siamo in modalità out of work, mentre, lavorando da casa, così non è.

Cerchiamo, quindi, di unire capi comodi ma carini per uno smartworking stiloso.

Consideriamo che tra gli strumenti dello smartworking troviamo videochiamate e/o conference call e di certo presentarsi in pigiamo è poco professionale ed entusiasmante.

Abito

Doccia+Abito comodo e qualche accessorio ed il gioco è fatto.

Un abito semplice, comodo e che mantiene la stiratura abbinato ad una collana lunga o un bracciale ci fa sentire già meglio.

Leggings


Leggings con un capo spalla ampio in un colore che amiamo e l’umore cambia in meglio.




I Leggings sono un’alternativa comoda e versatile al pantalone, con una camicia ampia o una blusa boho sono perfetti per passare dalla postazione di smartworking ad una passeggiata di pausa senza ulteriori cambi di abito.

Skinny jeans


Jeans skinny ed una camicia e siamo in ordine.




Jeans skinny e pullover corto per un profilo più alto

Per chi vuole conservare una allure più stilosa, i jeans sono una scelta naturale. Abbinati a degli orecchini importanti ci fanno sentire belle e in ordine, come se uscissimo per recarci in ufficio. Basta prendere la borsa e siamo pronte per una pausa pranzo frizzante.

Pantajazz

Pantajazz neri e siamo subito pronti per una pausa fitness

È sufficiente una maglia in stile marinare ed un bracciale per essere presentabili e in totale comfort.

Allora, cosa dite?

Avete trovato dei buoni consigli?