Settembre profuma di nuovo 📘📚

Amo Settembre, un po’ come Maggio. Due mesi dolci e profumati.

Settembre, in particolare, profuma di cancelleria.

Quella nuova, comprata per un nuovo inizio, dei colori e dei profumi preferiti. Delle pagine intatte, tutte da vivere, delle copertine color pastello.

Settembre è il mese in cui si cresce di più, in cui raccogliamo i frutti di un’estate rovente ed appassionata.

Settembre è un regalo grande.
Settembre è una canzone di Tiziano Ferro, anche se lo so solo io.

A Settembre si torna a scuola con gli amici ritrovati ed i nemici che lo saranno sempre meno e chi ti accompagna che si gusta l’entrata, sapendo che ogni anno potrebbe essere l’ultimo in cui vorrai che resti lì.

La mia ossessione.

Io ormai lascio la Adolescente Figlia N. 1 a tre isolati di distanza dalla scuola; non sia mai scoprano che non è orfana.


Questo mese è il primo giorno di asilo di baby n. 3, che però è ancora dentro il cerchio delle mie braccia.

Settembre è il banco di prova delle coppie estive.
Settembre è il mare solitario.

Settembre è quando indossi abiti autunnali e sei abbronzato come d’estate.

Settembre è quando puoi leggere di nuovo al sole senza raggiungere punti di fusione dell’epidermide.

Questo mese è un varco spazio temporale tra chi siamo stati e chi progettiamo di essere, anche se falliamo, poco importa, è stato bello provarci.

A Settembre si torna alla routine che amo, senza afa, senza sudore, con il respiro fresco e calmo.


Settembre è una coppia vista da dietro, lei a piedi e lui in bicicletta, che camminano davanti ad una scuola e che passeggiano noncuranti con la loro bici sopra il punto esatto, contraddistinto nella tua mappa mentale con una croce rossa, in cui sei diventato adulto.

Lavoro dell’artista turco Aycut Aydogdu.

Le vestali di Big Little Lies 🤐

Vestali della figaggine della Upper Middle Class Made in USA, le cinque donne protagoniste di #biglittlelies hanno ognuna il proprio stile impeccabile

che riflette ciò che stanno vivendo.

Madeline

Madeline alias #reesewhiterspoon è la bellezza tipica californiana in formato mignon: veste in stile retrò con ampie gonne e cardigan d’altri tempi nei toni pastello che le si addicono. In crisi con il secondo marito più figo d’Oltreoceano, lo riconquista, dopo una serie di bugie non proprio piccole, indossando il suo vestito da sposa in modo discinto per cambio taglia e ballando spontaneamente: uno dei momenti più coinvolgenti della seconda stagione.

Bonnie

La yogi Bonnie punta tutto sull’ #oversize ingentilito solo a tratti con dettagli etno chic..

Forse la costumista della serie vuole suggerirci che ha qualcosa da nascondere?

Renata

Renata è una parvenue, si è guadagnata la rispettabilità che danno i soldi quelli veri, affrancandosi da un passato di povertà. Il marito, con tante e meschine bugie, perde tutto al gioco e la tradisce con la baby sitter dietro remunerazione. Renata è sul lastrico e reagisce con outfits tutti firmati con borse iconiche, che ostentano lusso ed opulenza, quello che non ha più.

Celeste

Celeste aka #nicolekidman, ha un look basic e di alta qualità, come il suo personaggio: mai eccessivo, neanche nelle condizioni peggiori. Quando meno te lo aspetti diventa audace e determinato, come in tribunale contro una magistrale Meryl Streep in un tailleur di alta sartoria.

Jane

Jane è una madre single dopo una violenza, quindi, comprensibilmente, ha un armadio di capi pratici che non vogliono apparire. Nell’ultima stagione, grazie ad un percorso di consapevolezza, adotta uno stile vintage di stampo californiano.

E tu? Chi ti assomiglia di più tra le Five Monterey Woman?

Eravamo tre.

Si dice che gli Amici, quelli migliori, quelli veri, sono la Famiglia che ti scegli. Il modo con cui il Karma pareggia i conti con la costellazione familiare in cui sei nato e per cui ovviamente non ci sono margini di libero arbitrio. Nel caso della famiglia naturale, ti capita e te la tieni.

Nella famiglia che mi scelsi eravamo tre, una stella e due pianeti.

Io ero l’unica donna. L’unica stabile, perché di itineranti ce ne furono varie. In realtà, la distinzione di genere era estremamente labile ed arbitraria. Eravamo a nostro agio così.
Noi, quel Noi che non avevamo cercato ma che si era generato dal nulla, eravamo 3.

Tre, come i vertici di un triangolo a tratti scaleno, con i lati diversi uno dall’altro, a momenti equilatero, un triangolo fatto di fili di lana appartenenti al gomitolo della giovinezza, dal perimetro cangiante e con intrecci sempre nuovi.

Eravamo Tre.

Tre: due pianeti e una stella.

Al principio, almeno ai miei occhi, i pianeti non lo sapevano mica di girare intorno alla stella. Non che lo facessimo apposta, non sono cose che si possono decidere prima, che anzi se mi fosse concesso di tornare indietro, lo farei per scappare a questa forza di attrazione, per strappare i fili di quella che poi, troppo poi, si sarebbe rivelata tutta una bugia. Lo farei per essere diversa, per essere naturale, ma forse è una favola che tutti si raccontano questa del tornare indietro. Più probabilmente in un universo parallelo, le cose andrebbero proprio come sono andate. E ancora sarei colpevole di riservare alla stella quella indulgenza dannosa, a discapito di tutto e di tutti.

Stella nana, sono rimasta a lungo prigioniera delle forze attrattive e repulsive che così curiosamente governarono le nostre relazioni.


Pianeta di carisma e perfezionista, l’altro vertice del triangolo entrava spesso in rotta di collisione con la stella egocentrica. Quando c’era armonia era meraviglioso. Due soli solo per me. Li amavo entrambi. Di un amore fraterno e sensuale e possessivo. Alla pari.

Un acme, la cui discesa verso bugie, muri di silenzio ed incomprensioni, e confidenze fatte a uno ma non all’altro, fino a giungere all’inevitabile rottura, fu tanto più triste e rovinosa, in virtù di quel prima e di quel durante. La stella sfuggì il campo gravitazionale e sparì dalle nostre vite. Così. Per scelta.

Diventammo due, ma per me, eravamo sempre Tre. Per qualche tempo fu strano, poi divenne facile. Senza la stella esigente e capricciosa avevamo più freddo ma stavamo meglio: la verità era assoluta e tutto era trasparente. E così decidemmo di restare. In due, che una volta erano tre e non ne parlammo più.

Anni dopo la stella grande ci aspettò alla sua festa, ma noi due, ormai due piccoli estremi di un segmento piatto e diritto, non andammo. Non andammo per tristezza, di ciò che era stato ed era perduto, per quella luce di stella ormai senza cielo, per cui avevamo recitato i nostri sogni migliori incespicando sgraziatamente, e che malevola, brillava nera e inquietante. Per altri, ma non più per noi.

Poi anche noi due, meteore confuse, ci separammo. Senza gioia, senza inganni, fu come se mi strappassero via il cuore. Quel giorno alla stazione non andai. Lo lascia partire da solo.

Diventammo uno, ma per me eravamo ancora Tre.

La stella maggiore era implosa, era diventata brutta e fredda e tutti, chi prima chi dopo, venimmo risucchiati nel suo buco nero.

Ci muovemmo nel mondo, senza più cercare una famiglia di elezione.
La stella più grande ci aveva cacciato dall’asse di rotazione, sommerso di malevolenza, preferendoci chi aveva appena cominciato ad orbitargli intorno, sebbene si intuisse, fin dal principio, che nessun universo sarebbe stato pieno di Grandi Speranze come il nostro fatto di noi Tre.

Attraverso sporadici messaggi, siamo ancora in Due. Ma siamo spariti dalle rispettive esistenze. Siamo ombre.

Diventammo soli, non le stelle ma soli, come pezzi unici.

Il nostro curioso universo si è estinto, sotto il peso della minore o maggiore forza che a tratti ci attraeva reciprocamente.

La vita in questo sistema autoriferito è finita ed ora, almeno questo è quello che mi piace pensare, i suoi tre pianeti tracciano ognuno una traiettoria a sé stante. Liberi.

Ci siamo cercati per ricongiungerci?
In un caso Sì, nell’altro no, in generale più no che sì, anzi no, seppure a tratti sì.


Se loro hanno tentato di riavvicinarsi a me?
Forse.


Se tra di loro, le mie stelle di pari luce, hanno raggiunto quel punto improprio in cui due rette all’infinito si incontrano?
Chissà. Certe notti immagino di sì. Che siano al parco per l’ultima sigaretta, accomunati dai loro diversi modi di essere uomo, forse si sono riconosciuti. Di nuovo.

Tutto va come deve andare e quel connubio di quotidianità ed affinità elettive è finito.

Faccio una vita soddisfacente, anche densa di cose e persone e significato e mi racconto che è andata così come doveva andare, che le cose cambiano e le persone e le circostanze anche e tutti si adattano alla grande a questi cambiamenti.

Di norma fingo di essere normale, che va bene così e che non mi manca niente e nessuno.

I pezzi di quel mosaico sono persi.

Ma quando vedo alcuni film o ascolto alcune canzoni o quando entro in una libreria o mi arrivano alcuni profumi, ripercorro gli anni luce che ci vedono distanti ed assisto felice come una bambina a quel big bang di fuochi d’artificio da dove scaturì il nostro universo, un universo perfetto dove eravamo in Tre.



O Cielo!! Una icona fashion alla Casa Bianca: Michelle Obama.

Michelle Obama ha rivoluzionato la figura della First Lady e continua ad innovare e a portare avanti un’idea di empowerment femminile molto forte anche al di fuori della Casa Bianca.

Lei stessa nel suo libro ha scritto che la Moda è molto impattante e che, quindi, è stato ovvio cercare di utilizzare anche questo strumento per aumentare la sua influenza globale.

Tanto è forte questa influenza che, appena un abito o un accessorio viene visto su di lei va in sold-out ovunque. Tuttavia, il concetto che sta alla base delle sue scelte in fatto di guardaroba è:

Sentirsi a proprio agio e stare bene.

È chiaro che come prima coppia presidenziale americana di colore, gli Obama si siano doppiamente sentiti sotto osservazione da tutto il mondo e sotto ogni punto di vista. La sua Stylist di fiducia ha dichiarato che a Washington si sentiva più una costumista che altro: ogni outfit era prima studiato e poi variamente testato per verificare che Mrs Obama potesse muoversi, piegarsi ed accovacciarsi senza cadute di stile: spalline che cadono o spacchi traditori. Adesso che può permettersi di essere semplicemente Michelle, il suo stile è eclettico e personale, con un amore dichiarato e totale per le cinture. Il suo è uno stile personalissimo ed audace che rispecchia la sua personalità. Nel suo libro si mette autenticamente a nudo in quanto a pregi e difetti e, onestamente, credo che sia una delle donne di potere più autentiche. Certi aneddoti, alcune considerazioni non si possono costruire a tavolino.

La mia citazione preferita di Michelle Obama?

È stata una brutta giornata?
Vai a letto e l’indomani lavora più duro di prima.

I miei outfits preferiti di Michelle Obama?

Assolutamente TUTTI, ma questi più degli altri.

Lo stile delle Donne di The Big Ben Theory

Non so se lo sapete ma in casa nostra siamo appassionati di serie TV e The Big Ben Theory è godibile per tutta la famiglia a parte alcune battute piccanti ma troppo sottili per essere colte dai nostri Under 18. Forse solo l’adolescenza metà unicorno intuisce qualcosa ma insomma l’ironia di questa sit-com non è mai volgare per cui possiamo guardarla tutto insieme in tranquillità.

In sintesi, abbiamo visto tutte le puntate di tutte le stagioni per cui i protagonisti sono gente di famiglia per noi e, di conseguenza, so bene cosa dire in merito allo stile delle donne della serie: Amy, Bernadette e Pennie.

Amy di The Big Ben Theory

Amy è la cervellona sfigata ed emarginata che prende i suoi vestiti dal guardaroba della nonna, ma senza farsene un complesso, anzi. La postura volutamente ingobbita contribuisce a raggiungere il risultato finale. Grazie alla amicizia acquisisce sicurezza e la femme fatale che nasconde dentro esce sempre di più allo scoperto.

Il massimo del glamour lo raggiunge nella puntato del Ballo di Fine Anno che il gruppo di nerd organizza sul tetto del grattacielo dove vivono.

Amy con la tipica mise: cardigan lungo e gonna dritta sotto il ginocchio.

Per l’occasione del ballo, Amy indossa un elegantissimo abito da sera celeste carta di zucchero con copri spalle abbinato: il monocromatico è il massimo dello stile che padroneggia ed, infatti, il make up degli occhi richiamo lo stesso colore.

Amy e Sheldon nella foto del finto “Ballo di Fine Anno”.

Nelle altre puntate, al contrario, sceglie improbabili righe orizzontali, mise antiquate in materiali e colori tristi e sciatti, contrastanti con la sua brillante carriera professionale, durante la quale indossa un camice, che si rivela un sollievo per gli occhi.

Bernadette Rostenkowsky alias Bernie The Girlie

Anche lei è una Donna di grande successo nel lavoro e, come emerge più volte nel corso della serie, guadagna molto più di Howard, il suo uomo.

Nel look punta al contrasto tra un aspetto angelico di piccola bambina bionda ed un carattere dispotico ad alti livelli. Non a caso è la mia preferita.

Al contrario di Amy cura molto i capelli, sempre arricciati e cotonati e, mentre l’amica è sempre abbottonata, lei evidenzia sempre il generoso décolleté con vestitini da Lolita e coprispalla corti che evidenziano il seno.

Lo stile di Bernadette

Penny, la Bonazza.

Lei è la Star femminile di The Big Ben Theory: la ragazzotta che sogna di fare l’attrice ad Hollywood.

Al principio si veste da Sex Bomb svampita con abiti scollati e jeans strizzati da cheer leader un po’ anni ’90, in seguito, nel momento in cui abbandona gli obiettivi cinematografici per un lavoro reale, il suo stile matura: i capelli diventano corti e meno da bambolona e gli abiti più di stile e meno orientati a catturare lo sguardo maschile.. e quello di Amy.

Penny,
Penny,
Penny!


La Danza dei Colleghi

C'è la collega che con lei mai una salita, ti guarda e ti saluta senza una sfida
quella che ti protegge quando nell'aria volano schegge,
quella che ha il tempismo
quedel buddismo.

C'è quella che riconosci i tacchi tra un piano e l'altro,
quella che ha un sorriso scaltro,
quella lamentosa ma anche grintosa.

C'è quella a cui non devi spiegare nulla,
un giorno io e domani tu,
senza bisogno di essere bulla.
C'è l'arrivista stakanovista e pure la feticista.

C'è la vicina di scrivania che ha tutto in borsa e
quella che non perde mai tempo perché è sempre di corsa.

Qua e là ci sono belle persone:
colleghi piacevoli,
capi ammirevoli eppure autorevoli.

Siamo riusciti a lavorare da casa, senza preavviso e con efficacia, sogno un ufficio in cui diverso non vuol più dire controverso, dove essere originale diventerà banale.
Un ufficio così sarà meraviglioso e tornarci da casa ancor più delizioso.

Cosa fare una volta liberi.

Le tre cose più difficili sono: mantenere un segreto, dimenticare un’offesa e fare buon uso del tempo libero.

Bruce Lee

Durante questo periodo di isolamento forzato, tante cose ci sono mancate, abbiamo rinunciato alla libertà di fare. Ma non a quella di pensare e sognare e di immaginare la vita al momento della ripresa.

Dopo tre mesi di isolamento, cosa faremo una volta liberi? E non parlo di parrucchiere ed estetista 😃, loro sono ovvietà per cui non serve scomodare grandi riflessioni.

Io ho pensato a tre cose che mi piacerebbe fare a partire dal 18 Maggio:

  • Quando è stata l’ultima volta che abbiamo fatto qualcosa per la prima volta? Nella serie TV #thebigbentheory, il terzo giovedì del mese i protagonisti fanno qualcosa di insolito. Potrebbe essere un’idea da copiare 😃
  • Scoprire nuovi mondi. Il che significa tornare a viaggiare, quando si potrà viaggiare di nuovo. Ma anche scoprire i mondi che ci passano accanto: i vicini di casa, chi abita nella nostra Piazza, chi ci sorride lungo la via da sotto la mascherina. Mi piacerebbe fare un viaggio di quelli belli belli ♥️, una vacanza che duri un tempo giusto. Vorrei andare a Milano, in Sardegna, sulla costa toscana, in Liguria. Nel 🌎 alle Maldive, alle Hawaii, in Andalusia.. sognare di viaggiare è pazzesco, quasi come farlo! E vorrei anche organizzare una cena in strada con tutto il vicinato dove ognuno porta qualcosa e dove si sorrida con gli occhi.
  • Vorrei essere migliore

O almeno il meglio di quello che posso essere in questo momento.

Sei una Donna Estate?

La Donna estate è chiara di pelle e capelli e al primo raggio di sole si procura un bel eritema.

Queste le caratteristiche dell’Estate, da non confondere con la Primavera: sempre attenzione al sottotono della pelle. La Primavera detiene il primato della luminosità, mentre l’Estate quella di un equilibrio soffuso e con una sensazione di Pastello.

La palette Estate è sicuramente elegante: colori soft e tono su tono, delicati e non in contrasto acceso, che indossati regalano

un’immagine sofisticata e sobria.

Palette Donna Estate

La donna Estate ha pelle trasparente e rosea, capelli cenere o biondi, occhi azzurri, verdi, grigi o castani ed è delicatamente chiara.

Alcune donne Estate si abbronzano facilmente anche se sono chiare e da questo deriva una notevole difficoltà ad individuarle. Per visualizzare una Donna Estate e avere un esempio concreto pensate a #katemiddleton.

Con colore pastello sta benissimo.

Le caratteristiche della Donna Estate

Nel caso di Donna Estate versus Donna Primavera, la prima sta bene con colori freddi e soft; la seconda con colori caldi e brillanti.

Una volta appurato di appartenere a questo Gruppo sarà il nostro tratto dominante a decidere se siamo Estate Scura, Pura o Soft.

Bianca Balti: Estate Scura.
Jennifer Aniston: Estate Pura, mascherata dalla perenne abbronzatura californiana.
Estate Chiara.

Colore da evitare per questa stagione: il Nero. Ne spegne il colorito e mette in risalto le imperfezioni. Quindi, almeno vicino al viso: MAI PIÙ NERO.

A livello caratteriale, la Donna Estate ha una personalità riflessiva, estremamente cauta nel prendere decisioni, mai affrettata e sempre particolarmente giudiziosa e meditativa, poco incline al cambiamento, riservata, discreta e poco appariscente.

La donna Estate sarebbe anche giudicata non facilmente comprensibile, un po’ ermetica, così come non è facilmente individuabile esteriormente.


Ritorno alla Normalità? Grazie, anche no.

Purtroppo o per fortuna io vedo spesso fatti e cose da una prospettiva diversa da quella della maggioranza.

A me è piaciuto stare in reclusione.

Ebbene sì: amo stare per conto mio, pensavate scherzassi quando dicevo che vengo da un altro pianeta?


Partiamo dal giorno dell’annuncio del #lockdown: trasloco nella casa ristrutturata fatto in un weekend, cartoni ovunque, pensieri affollati, compleanno del piccolo supereroe fatto tra mille incertezze con un mucchio di amichetti scatenati, tante novità che si sovrapponevano al vecchio stile di vita.

Io sono una in cui il mondo interiore supera di gran lunga quello esteriore, ho bisogno di calma e silenzio per scrivere e pensare, per cui già normalmente il mio ambiente è casa.

Stare in casa ha i suoi benefici effetti.

Questo non vuol dire che non ami uscire o stare in mezzo agli altri: lo adoro, e per certi versi ne ho bisogno, per essere stimolata da punti di vista differenti, ma stare in casa per me è una condizione naturale.

Sicuramente ho sofferto meno di altri.

E quindi, eccomi: io sono perfettamente allineata ai miei bisogni profondi. Il che non significa non essere preoccupata della pandemia in corso.

Sono certa che anche altre persone la vivono come me e tacciono per non risultare impopolari.

In sintesi, la mia personalità si è perfettamente conformata a questa situazione di STOP 🛑.

Come l’acqua, che prende la forma del recipiente in cui si trova. Io mi adatto a tutte le situazioni e questa mi è particolarmente congeniale.

Stare accanto, in ascolto, senza correre altrove.

Mi sono mancate le mie passeggiate nel verde e i miei tragitti “musicali” in auto. La colazione al bar. Il mio tempo da adulta in ufficio. Le vetrine dei negozi da spulciare. Andare in libreria. Ma io nel mio mondo casalingo ci sto benissimo e non sono certa ci sia da vantarsene.

Questa bolla è il mio rifugio.

❗️Non si può fare nulla, per cui zero pressioni a fare.

‼️ Non ci sono eventi sociali o familiari in programma, per cui zero scuse da inventarsi per stare tranquilli a casa.

⁉️ La mia concezione di Amici comprende una cerchia ridotta all’osso di persone, con cui comunico tranquillamente via chat o videochiamare; non amo toccare o abbracciare le persone, per cui zero contatto fisico dal mio punto di vista è un premio.

Pratico yoga all’alba nel silenzio totale e attività fisica al chiuso: andare in una palestra tradizionale con saluti e convenzioni sociali da rispettare per me è uno strazio.

Amo alla follia pianificare la mia vita indoor.

In casa ho tutto quello che nutre la parte non nevrotica del mio spirito: libri, film, serie TV, Internet, Musica, Yoga, i miei affetti. E sono consapevole di essere molto più brava a stare in casa e inventarmi un mondo, molto più che a socializzare.

Mi vanto di essere social ed asociale.

In questa quarantena, ho scritto almeno un articolo ogni due giorni, rispettato il mio calendario editoriale, lavorato con ritmi e in una dimensione differente, letto a più non posso, guardato film fino a notte fonda, fatto consulenza on line in tutta calma, inoltrato pratiche burocratiche senza correre da un ufficio all’altro, mi sono immersa nel mondo dei miei figli senza salvagente. Fatto sport secondo i miei orari e preferenze. Ho avuto il tempo di riordinare dopo il trasloco senza fretta e fatica. Abbiamo partecipato ad un casting.

Sono stata anche con le mani in mano.

Svegliarmi la mattina sapendo di passare la giornata in casa con le mie persone preferite mi conforta e mi fa stare tranquilla.

Adesso il ritorno alla normalità mi attrae e mi respinge: ho paura di essermi assuefatta 🆘 a questa condizione e che mi piaccia più della vita fuori.

Come scriveva Emily Dickinson, reclusa volontaria nella Homestead, la casa paterna:

C’è una solitudine dello spazio,
una del mare e una della morte, ma queste
compagnia saranno
in confronto
a quel più profondo punto,
quell’isolamento polare di un’anima
Ammessa alla presenza di se stessa.

All You need is Inside.

Donna Inverno

Pelle chiara, occhi magnetici, bellezza che gioca sui contrasti e, sapendola valorizzare, di sicuro effetto: la donna Inverno, secondo l’ Armocromia , prende in prestito i suoi colori dalla stagione cui appartiene, con contrasti decisi tra paesaggi freddi, cieli brillanti e notti buie.

La caratteristica principale della donna Inverno è il sottotono molto freddo della pelle che solitamente è molto chiara e delicata, con note di fondo fredde e bluastre. Guardate in particolare l’interno dei vostri polsi per verificare: se le vene appaiono blu/verdi appartenete di certo a questa stagione.

La pelle della donna Inverno necessita, inoltre, di essere curata in modo maniacale perché sottoposta a stress fisico ed emotivi. In caso contrario, lo specchio potrebbe riflettere un colorito eccessivamente spento.

Fondamentale, di conseguenza, la routine di cura della pelle e la scelta del fondotinta.

La Donna Inverno è quella che meglio di ogni altra riesce ad indossare con grande eleganza il colore nero (poi un giorno vi faccio vedere la mia collezione di Little Black Dress per credere 🖤).

I capelli della donna Inverno sono scuri: dai toni freddi del castano, del castano scuro fino al nero, ma non mancano le tonalità platinate di biondo cenere o biondo chiarissimo (solitamente extra-europee, soprattutto nordiche).

Gli occhi sono generalmente il fulcro del viso della Donna Inverno: scuri o molto chiari, sui toni grigiastri e freddi del castano, del nero carbone, del blu o del verde smeraldo.

Per tutte le tipologie della Armocromia c’è un tratto distintivo che permette di collocare una donna in una Stagione piuttosto che in un’altra: per l’Inverno sono senza ombra di dubbio gli occhi: devono essere catalizzatori di attenzione.


Con tutte queste variabili cromatiche, è naturale dividere la Stagione Inverno in 4 sottogruppi:

  • “Pure Winter”
    Si tratta della manifestazione più pura dei colori invernali in contrasto: la donna Inverno Puro presenta solitamente una pelle molto chiara, capelli scuri o scurissimi ed occhi dal colore molto brillante, saturo e dall’intenso contrasto. I suoi colori ideali sono, dunque, freddi e molto brillanti ed accesi.
  • Inverno Chiaro (“Tinted Winter”)
    La donna Inverno Chiaro ha una pelle chiara, capelli non troppo scuri ed occhi dalla tonalità luminosa e non troppo contrastanti. E’ la donna che rappresenta gli scenari più bianchi e ghiacciati della stagione invernale. I suoi colori sono leggermente più soft: i colori dell’Inverno Puro mescolati con un pizzico di luminoso bianco.
  • Inverno Medio (“Toned Winter”)
    La caratteristica della donna Inverno Medio è quella di un tocco più delicato color pastello nei suoi colori naturali, meno brillanti ed in contrasto rispetto a quelli della donna Inverno Puro. I colori ideali della donna Inverno Medio sono le tinte pastello: i colori dell’inverno mescolati con una punta di grigio perla.
  • Inverno Scuro (“Shaded Winter”)
    La donna Inverno Scuro è la più dark, quella che riassume sulla sua pelle e sul suo viso le tonalità più profonde del freddo e scuro inverno. La pelle del volto, chiara oppure olivastra dal sottotono freddo e bluastro, è incorniciata da una chioma bruna o nera come il carbone, con occhi scuri e scurissimi. I suoi colori perfetti sono quelli più cupi e brillanti.

LA PALETTE DI COLORI PERFETTA


I colori più adatti a valorizzare la bellezza contrastante della donna Inverno sono quelli freddi, scuri, brillanti e profondi, come il blu scuro, il blu elettrico, il verde brillante, il fucsia, il bordeaux ed il rosso fuoco, il giallo ma solo limone, il nero, il grigio scuro, il viola, l’indaco ed i colori brillanti delle pietre preziose, così come i colori più ghiacciati come il bianco candido.

Palette Donna Inverno

Per intenderci a livello più immediato, le celebrities che appartengono a questa stagione comprendono Liv Tyler ma anche Lucy Liu.

La Donna Inverno è scura come la Donna Autunno, ma a differenziarle è il sottotono della pelle: tanto freddo per l’una, quanto caldo per l’altra.

Le varie declinazioni della Donna Inverno.

IL FUORI RIFLETTE IL DENTRO

I colori stagionali della bellezza femminile riflettono inevitabilmente le sue caratteristiche interiori.

Alcuni antichi studi, infatti, pongono in stretta relazione le caratteristiche fisiche di ogni individuo con quelle della sua personalità. La Donna Inverno sarebbe associata ad un temperamento malinconico, indice di una personalità introspettiva, perfezionista, profonda e sensibile. La donna Inverno affronterebbe ogni situazione in modo attento e ben organizzato, pianificando tutto come se fosse la prestazione ad una maratona con una certa pesantezza ancheo e si aspetterebbe dagli altri la medesima attenzione, cosa che non avviene mai (nota autobiografica).

La donna Inverno sarebbe anche molto solida, trasparente e portata ai ruoli di leadership e responsabilità, ma sempre riservata ed un po’ solitaria, spesso immersa nel suo mondo.