∞ Leggi tutto “Kate Middleton insegna: Principesse si diventa!”
Addio miei cari 🌏
Tornano i pantaloni a vita alta👖
I pantaloni a vita alta sono un capo simpaticamente retrò, con una linea ibrida tra il maschile ed il femminile che strizza l’occhio agli anni ’50.
Nessuno sostiene che siano facili da portare: mettono, infatti, in iper evidenza sia i fianchi che il lato B.
Da considerare che sarebbe assurdo acquistare dei pantaloni a vita alta per poi nasconderli con maglie oversize, meglio valorizzarli con crop top, camicie o maglie da tenere infilati dentro i pantaloni, meglio se abbinati con cinture che valorizzino ancora di più il punto vita e tacchi alti per esaltare la silhouette.
3 App per essere Fashion 👄
Le cose che ci auguro💜
In questi tempi rabbiosi e di invidia sociale, vi auguro di essere tanto occupati a migliorare voi stessi da non avere tempo per l’odio e le recriminazioni. Leggi tutto “Le cose che ci auguro💜”
phighe senza calze in 4 mosse
In questo articolo parliamo solo dei casi in cui la prospettiva della giornata è quella di una permanenza all’esterno limitata, la temperatura al di sopra dello zero e nel caso in cui l’occasione sia di quelle speciali. Va da sé che nelle altre eventualità le calze sono indispensabili.
I miei trucchi per fare le phighe senza calze:
- Ciclisti o calza tagliata di lunghezza tattica rispetto alla gonna, furbescamente indossati sotto. Di conseguenza solo la parte di gamba visibile agli altri è senza calze ed esposta al freddo.
- Se le gambe sono en plein air testa (in cui si trovano i principali nervi recettori del freddo), mani e piedi devono per forza essere sovra coperti.
- Stivali alti o #cuissardes con calzetto di lana, per la motivazione che abbiamo detto sopra, e che può arrivare alla caviglia, a metà polpaccio o al ginocchio.
- Gambe ben depilate ed idratate perché, così facendo, le vere protagoniste sono loro 😜.
Essenziale è trovare il giusto equilibrio di lunghezze tra gonna e scarpe.
Questo è possibile seguente la LEGGE dell’ELASTICO: ovvero se si allunga la gonna, si abbassa l’altezza della calzatura; mentre se la gonna è corta, la calzatura cresce di statura.
In conclusione, questi gli abbinamenti per non sbagliare:
– mini e cuissardes
– midi e biker boots, purché siano alti almeno fino alla caviglia, altrimenti l’effetto è grottesco, fidatevi.
– gonna lunga e sneakers o décolleté
– jeans o pantaloni culotte e slip-on.
Io ho sperimentato il look senza calze recentemente ovvero l’altro anno in occasione di un matrimonio d’inverno e spesso ai tempi in cui lavoravo in bar per mantenermi agli studi.
Vi assicuro che il risultato finale merita ed è un balsamo di autostima 😜.
Caso umano 0: Edward Mani di Forbice.
Ieri sera mi sono ritrovata a sfogliare per caso l’ultimo libro di #selvaggialucarelli: Casi Umani, che tratta in modo ironico di una carrellata di dieci improbabili uomini con cui l’autrice ha avuto presumibilmente a che fare nel corso della sua vita sentimentale e mi sono ritrovata a riflettere sul fatto che ci siamo passate tutte e che la catarsi aiuta sempre ( ndR: chi ignora il significato di catarsi lo vada a cercare, please).
Nel mio caso specifico, ho basi fondate per ritenere che il primo caso umano sono io 😎.
Però a scorrere la galleria della Lucarelli ho pensato che c’è sempre un inizio, un principio da cui comincia a dipanarsi, come un gomitolo, la sequela di casi umani, ossia di uomini o donne cui normalmente non avremmo dato neanche una chance ma che, in quelle circostanze di autostima zero, ci buttiamo a frequentare nella speranza di esserci sbagliat*.
Per me è stato quello che chiameremo #edwardmanidiforbice, causa una attraente mescolanza di somiglianza fisica con Johnny Deep e analogia tra le forbici e come mi ha tagliuzzato il cuore e l’autostima.
A chi chiede: eravate fidanzati o trombamici? Mi trovo costretta a rispondere “legati”. Sì perché la nebbia di confusione in cui mi avrebbe mollata è cominciata fin dalla definizione del rapporto.
Eppure se devo descrivere l’amore parlo di #lui ma se mai mi chiedessero di qualcosa che va oltre l’amore parlerei di #edward, perché resta il #groundzero, anche se ho smesso di amarlo una vita fa.
Perderlo faceva parte del gioco e quello che è successo è difficile da riprodurre in un modo efficace dal punto di vista narrativo. A quel tempo subivo il fascino di chi era bello e dannato, di quelli che non mi facevano capire se giocavano o ci tenevano a me. Mi piaceva Edward per il gusto della sfida: la fine è stata rude e brusca e mi colse del tutto impreparata ma così fu e da quella volta ho impiegato anni a riprendermi. Solo di recente e dopo la sequela di casi umani, quando ho incontrato Lui ho capito che quando si ama la partita è già vinta a tavolino,
che l’amore non si pretende da chi non vuole dartelo e non si regala a chi non vuole averlo.
Lui le vede le mie farfalle nello stomaco e mi fa ridere. Mi legge dentro spesso, non sempre ed è trasparente come una bottiglia di vetro con me.
Cucina per me, molto di più che con me, è gentile, sa fare l’amore e quando se ne va, Lui torna.
Edward per mia fortuna non tornerà mai più.
Innamorata della mia asciugatrice 💜
Le parigine: 3 trucchi per indossarle al di fuori di Instagram.
Iniziamo con uno spoiler e togliamoci il pensiero:
solo da oggi e per tre settimane avrà senso indossare le parigine con la gamba nuda.
Al momento, presa da un impeto di ottimismo ho tirato fuori le mie: una presa da #h&m ed uno da #calzedonia.
E ieri sera ho avuto modo di testare sulla mia pelle che nell’esatto momento in cui ti alzi dalla sedia, con la tua bella gamba accavallata, loro scendono ☠️. In estrema sintesi: ho passato la serata a rifugiarmi negli androni per tirarmele sù. E vi giuro che vedermi piegare ogni due per tre ad afferrare e tirare la calza non è sexy come appare nei film.
Allora oggi mi sono messa d’impegno per cercare e trovare delle soluzioni furbe per indossare ste benedette #parigine: nome evocativo e bugiardo che in realtà nasconde veri e propri strumenti di tortura.
Trucco n. 1
Metterle con gli stivali alti, in modo che la loro inesorabile discesa sia bloccata dal bordo dello stivale. Otteniamo anche un piacevole effetto finto trasandato.
Stivale alto anti-caduta
Trucco n. 2
Fregare tutti ed acquistare il collant con le parigine disegnate. Da #calzedonia, sia in store che on line ce ne sono di pazzeschi.
Trucco n. 3
Posizionare una calza anche molto velata sotto le maleficient parigine. La qual cosa ne migliora la stabilità.
Che ne dite?
Proviamo o non accettiamo il guanto di sfida?

L’empatia fa schifo
Video sull’empatia
In televisione e nella branca New-age alternativa della contemporaneità, sociologhi e psicologi esaltano il fantastico mondo della percezione empatica.
Volete sapere la verità?
L’empatia fa schifo, è una schiavitù.
Immaginate di soffrire per qualcuno più di chi è coinvolto in prima persona,
di sentire la sofferenza di ognuno, anche la più nascosta, anche quella che la persona stessa evita di condividere. Voi la sentite acuta, anche vostro malgrado,
come se fosse la vostra.
Anzi a volte anche di più. È come stare in una casa vuota da cui i rumori e le voci dei vicini sovrastano la vostra voce. Il rumore e l’irruzione del mondo esterno va continuamente arginata.
A farti mille seghe mentali su come aiutare un altro, troppo spesso sei solo tu e ti devi rendere conto che è un assolo e che questa solidarietà non sarà ricambiata. Anzi, chi ha avuto modo di saggiare la tempestività e la costanza del tuo correre in aiuto ne approfitterà.
Fosse per me, io preferirei non provarle certe emozioni, non sapere.
Soprattutto le persone a cui vuoi bene, ma anche quelle a cui non ne vuoi, ma anche quelle che non ti sono accanto, RIMBOMBANO dentro. Ha i suoi lati positivi: io la musica non la sento, mi invade; non leggo un libro, ci sono invischiata fino al collo; quando guardo un film, non ci sono più confini tra me e lo schermo.
Io volevo nascere narcisista, quelli vivono all’oscuro di se stessi, figuriamoci degli altri.
Invece no, empatica.
C’è chi sostiene sia un dono.
Dite che con lo scontrino lo posso restituire?



















